Colpa (o merito) delle ferie mi ero perso una novità enorme nel mondo della Web Analytics, Google cambia il modo con cui le visite vengono “registrate” su Google Analytics.
Fino prima di questo update (live se ho capito bene dal 12 agosto) una “visita” in Google Analytics veniva attivata ogni volta che:
- Passano più di 30 minuti tra 2 pageview dello stesso visitatore
- Alla fine del giorno
- Il visitatore chiude il Browser
Dal 11 agosto è stata introdotta una nuova caratteristica al modo con cui GA segmenta le visite ovvero, viene creata una nuova visita ogni volta che cambia un qualsiasi parametro legato alle sorgenti di traffico (ad esempio utm_source, utm_medium, utm_term, utm_content, utm_id, utm_campaign, and gclid).
In questo modo si risolvono anche quelle apparenti “contraddizioni” presenti sul tool con keyword a 1 pageview (o peggio conversione!) e 0 visite.
Avinash nel suo post spiega in un video di circa 40 minuti che allego sotto, quali sono le implicazioni di questo cambiamento anche su tutte quelle metriche (bounce, tempo medio, page/visits, % ritorno etc..) che dipendono strettamente dal concetto di “visita”.
Il perchè di questo cambio è probabilmente anche legato al nuovo “multi channel funnel report” tolto dalla beta e annunciato pubblicamente solo qualche giorno fa.
Avinash chiude con: “In closing… Change is always hard to accept, especially when it comes with even the slightest impact on status quo. But if there has to be progress in life, then change is just the thing that puts us in a higher, more optimal orbit. It makes a better existence possible.”
Sono proprio curioso di sapere cosa pensano alla WAA e cosa faranno adesso gli altri tool, Omniture e Webtrends in primis, che mantengono ad oggi un concetto di visite standard, non legato quindi alle sorgenti di traffico e più in linea con le indicazioni della WAA.
Voi che ne pensate? Oltre alla modifica in se mi interessa capire come questo può impattare nel mondo della WA in generale.
Omniture ad esempio in molti report standard usa già il concetto di Istanze, qualcosa di molto più vicino al queste “nuove” visite, anche se non identico.. ma comunque qualcosa che esiste accanto all’indicatore “visite” generale, comunque presente, e che non impatta quindi su tutte le altre measures presenti.
Qui quello che è successo è che il più usato tool di Web Analytics al mondo ha cambiato, in faccia alla WAA, l’unità di misura standard di tutto il settore.
Vi chiedo, che impatto può tutto ciò avere secondo voi?
NOTA: qualcuno mi ha fatto notare che l’attuale definizione di Visite della WAA non esculde automaticamente questo tipo di implementazione, che dovrebbe quindi essere comunque WAA Compliant.
Dati come questi oltre a dare uno spaccato “VERO” di come anche un evento tipicamente “1.0″ crea interazione con la rete nel 2010, con che tempi, e con che modalità dovrebbero far riflettere, e non poco, sulle potenzialità che questi mezzi hanno per la promozione del territorio.
Io sono sempre più convinto che questa “roba” andrebbe insegnata ai ragazzini, almeno quanto la matematica :)
Prima della presentazione un ringraziamento va ovviamente a Robi per avermi coinvolto prima come fotografo, poi come analista, il comune di Capoliveri e Claudia Lanzoni per aver creduto nel progetto e ovviamente tutti i blogger che hanno accettato di compilare i miei XLS folli e un pò pallosi, ma ai quali ricordo che senza numeri, saremmo solo fuffa ;)
Voglio anche ringraziare pubblicamente chi sta riconoscendo il valore dell’iniziativa diffondendo questi dati su internet, sono in diversi, ma una su tutte particolarmente autorevole visto il topic, mi ha fatto particolarmente piacere, grazie Roberta ;)
Commenti e idee, come al solito, sempre benvenuti.
Segnalo rapidamente che in Intarget Intelligence cerchiamo un Web Analist per la sede di Pisa, con almeno 2 anni di esperienza nel mondo del web marketing, preferibilmente orientata al lavoro di analisi.
Quindi esperienza e passione in Web Analytics (sopratutto se siete certificati in un piattaforma PRO, Omniture, Webtrends etc..), A/B Test e multivariati, monitoring dei social media, analisi ricerche di mercato e in genere tutto quello che concerne Numeri e Web :)
Un mese importante per WEB & Toscana, prima il BTO all’Elba, venerdì scorso il PMI Camp a Siena (ringrazio Giuseppe e Jacopo per l’invito!) e a fine mese il ToscanaLab a Firenze.
Il BTO l’ho perso, al PMI CAMP avevo un intervento, e al Toscanalab non so ancora se avrò la possiblità di andare.
In ogni caso ecco le slide del mio intervento a Siena venerdì, forse ci vediamo in giro.. ? :)
Oddio.. forse forse potrei pure averne anche bisogno di questi tempi ;)
Scherzi a parte..
Segnalo velocemente un post sul blog di InTarget Intelligence ( a proposito.. vi siete iscritti al feed..? Mi raccomando che tra poco inizio a scrivere abitualmente anche li..) dove segnalo la possibilità di entrare a lavorare nel nostro staff, presso la sede di Pisa, inizialmente con uno stage.
Requisiti e/o Plus:
Passione per il Web Marketing
Mentalità Analitica
Passione per i Numeri
Fantasia
Conoscenza di Excel
Conoscenza di un qualsiasi strumento di Web Analytics
Con l’avvento di nuove strategie di web marketing anche i KPI usati per misurare le attività di promozione online si adattano a quello che effettivamente devono generare.
Se una campagna di keyword advertising le metriche standard sono facilmente identificabili quando si cambia ambito e tipologia di progetto anche le metriche da individuare sono più complesse.
Già da tanto tempo fa sono state identificate una serie di metriche da associare come KPI ai progetti di Social Media Marketing:
l’impatto sul sito (visite, pageview, conversioni etc..)
distribuzione del contenuto su vari media e SN
viralizzazione del contenuto
sentiment sull’iniziativa
reputazione sull’iniziativa
influenza ed engagment negli utenti
tempsitiche di propagazione e crollo dei meccanismi virali
etc.. etc..
Il problema è quanto ci vuole a metter e in piedi una reportistica di un certo tipo?
Se per un report di web analtyics classico si possono usare piattaforme valide e gratuite e una tipologia di reportistica “standard” quando si va a misurare attività di questo tipo il problema diventa complesso, gli strumenti non sono gratuiti, gli ambiti di analisi sono molteplici, il tempo da dedicare è sicuramente di più, per essere completa rischia addirittura di diventare un attività più impegnativa della campagna stessa.
Dove sta il trucco allora..? In attesa di strumenti gratuiti in grado di fare ricerche (anche in italiano.. sulla distribuzione di un contenuto online, con tanto di analisi di tapo semantico) il trucco sta nel definire sempre nella campagna un obiettivo specifico (qualcuno starà pensando… ma va!), è facile infatti per i contest (ad esempio, sono stato invitato in questi giorni ad un contest della CAT per “disegnare” un paio di CAT attraverso un’applicazione facebook, si misura quante “scarpe” vengono disegnate e almeno una prima approssimazione dell’andamento di campagna c’è) è difficle invece per progetti legati alla generazione di brand awareness.
Di solito noi gestiamo la cosa tramite un analisi numerica molto frequente ma meno approfondita (es, senza sentiment quindi più leggera) sul funzionamento dell’iniziativa, in grado di dare feedback sulla partecipazione con una frequenza molto molto alta; per chiudere poi alla fine con un report generale che oltre alle caratteristiche spiegate precedentemente include attività tipo la misurazione dei volumi di ricerca per brand, la modifica dei comportamenti degli utenti online su certe aree del sito, cercando anche di capire “quanto” dura un eventuale comportamento diverso dell’utente.
Inn questo modo è possibile dare feedback continui sulla campagna a basso costo “orario” e approfondire solo in una fase finale.
Voi invece..? cosa usate… e quanto tempo impiegate a fare un report “serio” di questo tipo..?
E come si fa a lavorare… o ad aver voglia di aggiornare un blog di questi tempi?
Caldo, mare, sole… non si sposano bene con scrivanie, computer e attività celebrali in generale :)
Prendo però spunto dall’uscita del libro di web analytics di Alessio per aggiornare il blog dopo mesi di inattività, dire ai miei fedeli lettori che sono sempre vivo, e per sperare di rimediare una copia gratuita ;)
Son comunque contento di vedere come la Web Analytics stia prendendo sempre più piede in italia, questo libro ne è la riprova: è segno di un esigenza forte, più analitica che direttamente operativa.
Anche a livello di mercato infatti si vede che qualcosa di grosso si sta muovendo.. che dire.. w la crisi! è quasi un equazione: ci sono meno soldi -> vanno spesi meglio :)
Mentre Marco deve studiare un pò di più l’ecommerce io devo ristudiare come installare i codici di tracciamento ;)
Sarà mica perchè arrivato alla Conversion Univerisity ho detto.. nahhh…. ma figurati se studio come installare i codici di tracciamento…. -.- (il peggio!)
Unico rammarico potevo essere il consulente certificato numero 666, (si vede in basso a sx) invece sono il numero 665.. che sfiga! :P
Con gli strumenti che Google mette a disposizione è possibile compiere piccole analisi di tipo statistico per vedere come l’elettorato si rapporta ad un potenziale candidato.
Ecco quello che restituisce Il tool per le parole chiave di Adwords per Obama:
E per MCCain:
Chissà se i team che seguono le campagne elettorali utlizzano questi strumenti o se chiamano direttamente Google per farsi dare qualcosa di più preciso :)
E sopratutto chissà se in italia i politici fanno analisi di questo tipo… mah ;)
Per avere una riprova ho provato anche “silvio berlusconi” vi consiglio di leggerle tutte perchè c’è veramente roba divertente:
Fa pensare che la prima ricerca sia “di silvio berlusconi”, come fanno pensare le 140 ricerche “silvio berlusconi mafia“.
Assolutamente fantastiche le 46 ricerche mensili per “sua maestà silvio berlusconi” e “maestà silvio berlusconi” fatte da Bondi e Fede :) (XP®)
E degne di nota anche le 30 (mi pare) ricerche “ucciso silvio berlusconi“: sembra che ci sia qualcuno che ogni giorno cerca questa “news” sperando di trovare un articolo di Repubblica :)
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