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	<title>cd /var/(b)log/ - Il Blog di Tommaso Galli &#187; Reputation Jedi</title>
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	<description>...i never tough would be so hard fine somethings to say...</description>
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		<title>Demagogia 2.0</title>
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		<pubDate>Wed, 13 Apr 2011 22:32:09 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Mi viene quasi da ridere a scrivere un post come questo ad paio di giorni di distanza alle mie critiche a Report.. ma come si dice quando ci vuole ci vuole ;) Assisto con un po&#8217; di sgomento al polverone delle ultime ore : Tutti vs Patrizia Pepe. Riassunto della vicenda Un&#8217;immagine del profilo facebook [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Mi viene quasi da ridere a scrivere un post come questo ad paio di giorni di distanza alle mie critiche a Report.. ma come si dice quando ci vuole ci vuole ;)</p>
<p>Assisto con un po&#8217; di sgomento al polverone delle ultime ore : <strong>Tutti vs Patrizia Pepe.</strong></p>
<h2><strong>Riassunto della vicenda</strong></h2>
<p style="text-align: center;"><a href="http://www.aicube.net/blog/wp-content/uploads/2011/04/patrizia_pepe.jpg"><img class="size-medium wp-image-697  aligncenter" title="patrizia_pepe" src="http://www.aicube.net/blog/wp-content/uploads/2011/04/patrizia_pepe-300x174.jpg" alt="" width="300" height="174" /></a></p>
<p>Un&#8217;immagine del profilo facebook dell&#8217;azienda con una ragazza forse un po&#8217; troppo magra (mah!); qualche critica su FB di alcuni utenti; <strong>risposte probabilmente un po troppo secche dal brand;</strong> qualche post su qualche forum di settore (web marketing) con segnalazione e implicito invito a nozze; qualche ora e tutto passa su <strong>twitter,</strong> sopratutto dopo la ripresa un po&#8217; a gamba tesa di <a href="http://www.ninjamarketing.it/2011/04/13/patrizia-pepe-quando-la-brand-reputation-passa-per-una-foto-su-facebook/">ninja</a>, che ne fa un &#8220;case study&#8221;.</p>
<p style="text-align: center;"><img class="aligncenter" title="Schermata 2011-04-14 a 00.08.37" src="http://www.aicube.net/blog/wp-content/uploads/2011/04/Schermata-2011-04-14-a-00.08.37-287x300.png" alt="" width="287" height="300" /></p>
<p>Una volta su twitter <strong>parte un vero e proprio &#8220;massacro&#8221; con un <a href="http://twitter.com/#!/PatriziaPepe">insolito botta e risposta dal Brand</a></strong> che decide in modo aperto e chiaro di <strong>rispondere</strong> punto per punto e soprattutto <strong>a tono ad ogni critica</strong>, usando un linguaggio forse discutibile, e che sicuramente non è facile trovare in una pagina istituzionale di brand.</p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://www.aicube.net/blog/wp-content/uploads/2011/04/215690_10150213477162664_283752022663_8606847_5515203_n.jpg"><img class="size-medium wp-image-699  aligncenter" title="215690_10150213477162664_283752022663_8606847_5515203_n" src="http://www.aicube.net/blog/wp-content/uploads/2011/04/215690_10150213477162664_283752022663_8606847_5515203_n-300x53.jpg" alt="" width="300" height="53" /></a></p>
<p>Tralasciando da che parte stia la ragione, che non è oggetto di questo post, e tralasciando la gestione dell&#8217;account istituzionale su cui si è detto molto, forse anche a sproposito, vorrei fare qualche riflessione sul tema della<strong> demagogia sui social italiani</strong> <strong>e sui risvolti che può avere nella gestione della reputazione dei brand online.</strong></p>
<p>Visto che lo faccio di mestiere mi perdoneranno le parti in causa (utenti e il brand) se prendo spunto da questa vicenda per questo post per analizzare il tipo di demagogia che quotidianamente &#8220;sopporto&#8221; prevalentemente su Facebook e Twitter.</p>
<p><strong>Su Facebook personalmente vedo una demagogia dilagante ma tutto sommato innocua.</strong></p>
<p>Se avete un profilo FB avrete diversi amici che postano quotidianamente link e frasi più o meno profonde, sagge, deprimenti, fighe etc&#8230; Il loro profilo FB è spesso specchio di quello che vorrebbero essere, non esiste però un secondo fine, semplicemente si proietta su FB un immagine diversa di noi stessi.</p>
<p><strong>Scatenare su FB una protesta di massa anche per questo motivo è semplice</strong>, su fb è facile prendere posizione sopratutto su temi caldi (in questo caso l&#8217;anoressia) anche per il semplice desiderio di mostrare il nostro pernsiero a riguardo, e dire una cosa anche forte costa un click e pochi secondi, poi si chiude e non siamo tenuti ne a rispondere ne a risponderne, ne a dimostrare con i fatti come effettivamente la pensiamo sull&#8217;argomento.</p>
<p><strong>Non dimentichiamo poi che soprattutto per chi ha scoperto le conversazioni online solo con facebook</strong>,  finire in trolling e flame infiniti è un attimo; la <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Netiquette">netiquette</a> è un concetto ormai in disuso, ed è difficile resistere al massacro di massa, anche perchè non esiste moderazione una riconosciuta da tutti, ma solo una censura patita poco da molti.</p>
<p><strong>Su Twitter </strong>(lasciatemela identificare per un attimo come la patria degli utenti &#8220;PRO&#8221;)<strong> la demagogia ha una veste diversa, e personalmente la vedo quasi sempre associata al #FAIL quando va bene al RT di #FAIL quando va male.</strong></p>
<p>Il &#8220;<strong>FAIL Facile</strong>&#8221; è diventato il nuovo modo con cui i <strong>social media something</strong> italiani si autoproclamano tali, si sentono &#8220;ganzi&#8221; diremmo dalle mie parti, è il modo con cui i Guru diventano tali e trovano adepti, è il modo con cui gli <strong>aspiranti specialisti di SMM </strong>creano visibilità e autorità intorno al loro profilo.</p>
<p><strong>Ti piace vincere facile?</strong> recita la pubblicità del gratta e vinci?</p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://www.aicube.net/blog/wp-content/uploads/2011/04/Schermata-2011-04-14-a-00.17.57.png"><img class="size-full wp-image-700  aligncenter" title="Schermata 2011-04-14 a 00.17.57" src="http://www.aicube.net/blog/wp-content/uploads/2011/04/Schermata-2011-04-14-a-00.17.57.png" alt="" width="236" height="139" /></a></p>
<p>Ecco penso che <strong>certe rivolte di massa</strong> come quella che leggo adesso contro il brand <strong>PatriziaPepe</strong> (e anche parte dei commenti a Report di ieri, anche se il tema è decisamente diverso e anche la dinamica con cui si è propagata la discussione) <strong>siano realmente al limite del trolling. </strong><strong>Questo anche se</strong> <strong>la gestione del canale</strong> da parte del brand (tipicamente ti aspetteresti un comunicato stampa non un botta e risposta con toni molto duri a mezzanotte e passa!) con <span style="text-decoration: underline;">forse</span> un briciolo di ingenuità o <span style="text-decoration: underline;">forse</span> un idea chiara e un po&#8217; spregiudicata delle dinamiche della comunicazione online, <strong>non fa che alimentare la cosa</strong>, anche se probabilmente è anche un modo per definire chiaramente la posizione del marchio sulla faccenda.</p>
<p>Il problema, sopratutto degli operatori, è che <strong>si da per scontato che qualsiasi cosa un brand decide di fare su internet diventa immediatamente vivisezionabile e attaccabile da tutti i punti di vista, in pubblico e possibilmente in massa</strong>.</p>
<p>Credo sia una pratica scorretta ed evitabile che sicuramente <strong>non fa bene al settore </strong>sopratutto se &#8220;coordinata&#8221; da interventi incalzanti di vari operatori del settore che poi con i brand italiani ci mangiano.</p>
<h3 style="text-align: center;">Stiamo parlando delgli stessi operatori che incontri in giro e si lamentano che i brand italiani non si aprono al social media marketing.</h3>
<p>Se un azienda scende &#8220;in piazza&#8221; deve evidentemente mettere in conto cose di questo tipo, ma da utenti, e soprattutto da professionisti del settore, <strong>ha senso partire alla carica e giocare ad un massacro &#8220;facile&#8221;?</strong></p>
<p>E ci sono differenze nette con il caso di Report di ieri, perché se li mondo dei Social italiani è stato toccato sul vivo, questa volta il processo è totalmente diverso e guidato solo ed esclusivamente dalla voglia di partecipare ad una critica di massa, senza motivazioni dirette di nessun altro tipo.</p>
<p>Mi spiego: se a muoversi fosse stata un gruppo di persone coinvolte sul tema (anoressia) sarebbe stato diverso, ma qui si parla solo di operatori.. <strong>ma che senso ha?</strong></p>
<p><strong>Sicuramente la vicenda non finisce qui</strong>, mi aspetto di trovarla citata in presentazioni e convegni sul tema (e probabilmente non è neanche sbagliato), ed è probabile che venga portata come case di gestione del branding negativa (certi commenti sono oggettivamente un po&#8217; oltre le righe, anche se quasi sempre in corrispondenza di messaggi altrettanto forti).</p>
<p>Resta il fatto che <strong>gli stessi utenti </strong>che comodamente criticano ogni virgola della comunicazione dei brand online <strong>vorrei vederli a mezzanotte e un quarto dietro una scrivania a gestire centinaia di tweet di insulti</strong>, magari un capo inferocito e il lavoro di tutti i giorni da portare avanti. Allora si che ci sarebbe da ridere ;)</p>
<p>La verità è che <strong>buona parte delle critiche arrivano da chi sa tanta teoria&#8230; e poca poca pratica!</strong></p>
<p><strong>Se si avesse vagamente presente la fatica che un marketing manager deve fare per portare un brand sul social, </strong>per convincere un top manager che lo scambio con gli utenti è un qualcosa di positivo, e che il web non è una giungla senza controllo o un mare pieno di squali, <strong>forse vicende come questa non esisterebbero.</strong><br />
<strong> </strong><br />
<em>NB:<strong> </strong>mi metto volentieri in mezzo agli operatori dal FAIL facile, probabilmente se scavo tra i miei tweet ce ne sono di fail o RT fail, la mia provocazione parte da una presa di consapevolezza del problema e dalla volontà di usare il mezzo in modo sempre più corretto costruttivo.</em></p>
<h2>Aggiornamento</h2>
<p>Alla fine c&#8217;è stato una giusta ammissione di colpa da parte del brand per i toni usati, ecco la comunicazione ufficiale sul blog aziendale: <a title="http://inside.patriziapepe.com/it/2011/patrizia-pepe-impara-dai-social-media/" rel="nofollow" href="http://patriziape.pe/gvpsCJ" target="_blank">http://patriziape.pe/gvpsCJ</a></p>
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		<title>La toscana fa il pieno di WEB</title>
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		<pubDate>Mon, 14 Jun 2010 12:02:24 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Marketing]]></category>
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		<description><![CDATA[Un mese importante per WEB &#038; Toscana, prima il BTO all&#8217;Elba, venerdì scorso il PMI Camp a Siena (ringrazio Giuseppe e Jacopo per l&#8217;invito!) e a fine mese il ToscanaLab a Firenze. Il BTO l&#8217;ho perso, al PMI CAMP avevo un intervento, e al Toscanalab non so ancora se avrò la possiblità di andare. In [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Un mese importante per WEB &#038; Toscana, prima il BTO all&#8217;Elba, venerdì scorso il <a href="http://www.pmicamp.it/">PMI Camp a Siena </a> (ringrazio Giuseppe e <a href="http://www.doctorbrand.it/">Jacopo</a> per l&#8217;invito!) e a fine mese il <a href="http://www.toscanalab.it/">ToscanaLab</a> a Firenze.</p>
<p>Il BTO l&#8217;ho perso, al PMI CAMP avevo un intervento, e al Toscanalab non so ancora se avrò la possiblità di andare.</p>
<p>In ogni caso ecco le slide del mio intervento a Siena venerdì, forse ci vediamo in giro.. ? :)</p>
<div style="width:425px" id="__ss_4495562"><strong style="display:block;margin:12px 0 4px"><a href="http://www.slideshare.net/tommaso.galli/tommaso-galli-pmi-camp-2010-ottimizzare-investimenti-online" title="Tommaso Galli - PMI Camp 2010 - Ottimizzare Investimenti Online">Tommaso Galli &#8211; PMI Camp 2010 &#8211; Ottimizzare Investimenti Online</a></strong><object id="__sse4495562" width="425" height="355"><param name="movie" value="http://static.slidesharecdn.com/swf/ssplayer2.swf?doc=pmi-camp-tommasogalli-100614063758-phpapp02&#038;stripped_title=tommaso-galli-pmi-camp-2010-ottimizzare-investimenti-online" /><param name="allowFullScreen" value="true"/><param name="allowScriptAccess" value="always"/><embed name="__sse4495562" src="http://static.slidesharecdn.com/swf/ssplayer2.swf?doc=pmi-camp-tommasogalli-100614063758-phpapp02&#038;stripped_title=tommaso-galli-pmi-camp-2010-ottimizzare-investimenti-online" type="application/x-shockwave-flash" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true" width="425" height="355"></embed></object>
<div style="padding:5px 0 12px">View more <a href="http://www.slideshare.net/">presentations</a> from <a href="http://www.slideshare.net/tommaso.galli">Tommaso Galli</a>.</div>
</div>
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		<title>SEO : Cartomante del web o Maestro Sith..?</title>
		<link>http://www.aicube.net/blog/2010/01/seo-cartomante-del-web-o-maestro-sith.html</link>
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		<pubDate>Thu, 14 Jan 2010 23:39:40 +0000</pubDate>
		<dc:creator>DSoM</dc:creator>
				<category><![CDATA[Motori di Ricerca]]></category>
		<category><![CDATA[Reputation Jedi]]></category>
		<category><![CDATA[SEO]]></category>

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		<description><![CDATA[Ck mi diceva sempre che di mesterie facevo il &#8220;cartomante del web&#8221; ;) Con oltre 4 mesi di ritardo (iniziate ad intuire perchè questo blog ha 4 post in 9 mesi..?) prendo spunto da una discussione su html.it &#8220;maledetti SEO&#8220;,  letta qui, che a sua volta riprende un articolo di non so chi non mi [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img style="margin: 5px; float: left; " title="sith" src="http://static.blogo.it/polisblog/otelma-bondi-e-ferrini-bersani-separati-alla-nascita/EGvAbTc5Knzwm5kewd1YutN1o1_500.jpg" alt="" width="238" height="179" /><a href="http://mutethings.blogspot.com/">Ck</a> mi diceva sempre che di mesterie facevo il &#8220;<strong>cartomante del web</strong>&#8221; ;)</p>
<p>Con oltre 4 mesi di ritardo (iniziate ad intuire perchè questo blog ha 4 post in 9 mesi..?) prendo spunto da una discussione su <a href="http://blog.html.it/14/10/2009/maledetti-seo/">html.it</a> &#8220;<strong>maledetti SEO</strong>&#8220;,  letta <a href="http://www.stefanogorgoni.com/676/tutti-hanno-bisogno-di-un-seo/">qui</a>, che a sua volta riprende un articolo di <a href="http://powazek.com/posts/2090">non so chi non mi interessa</a>.</p>
<p><strong>Il sunto è </strong>i consigli seo sono tutti banali, roba che un Webmaster dovrebbe saper fare, quel che conta è l&#8217;idea..</p>
<p>Quindi i SEO chi sono..?</p>
<p><strong>Inutile gentaglia </strong>che non esisterebbe se i Webmaster sapessero fare il loro lavoro&#8230; o<strong> Maestri Sith</strong> in grado di compiere mirabolanti e losche imprese attraverso l&#8217;utilizzo del Lato Oscuro&#8230;?</p>
<p><strong>I SEO non dovrebbero fare ottimizzazione del codice</strong>, su questo sono d&#8217;accordo, e prima o poi succederà&#8230; ma questo non fa sparire una figura del genere..</p>
<p>Si fa presto a controllare.. <strong>i blog wordpress nascono tutti &#8220;seo&#8221; oriented</strong>, ma ognuno di loro gode di visibilità diversa, ci sarà un perchè no..?</p>
<p><strong>Se anche tutti i siti del mondo fossero &#8220;search engine friendly&#8221;</strong> ci vorrebbe qualcuno che fa emergere dalla giungla un sito piuttosto che un altro basandosi su fattori diversi.. (che è quello che succede sulle SERP più competitive).</p>
<p>Senza pensare che la parte difficile del lavoro è capire <strong>&#8220;come&#8221; e &#8220;cosa&#8221; cercano gli utenti</strong>.. anche quello volete far fare ad i WM?</p>
<p>C&#8217;è chi sostiene poi che <strong>una killer app può non avere bisogno di seo</strong>.. ma è così vero..?</p>
<p><strong>Cosa sarebbe Ebay</strong> se non fosse posizionato con su ogni SERP..? e  <strong>Ciao.it</strong>..?</p>
<p>Ovvio che l&#8217;idea serve sopratutto in startup, ma poi serve anche la <strong>benzina</strong> :D</p>
<p><strong>Facebook stesso</strong> che forse più ogni altra cosa basa tutto sul brand<strong> fa SEO sui nomi</strong>, idem per <strong>Twitter</strong>.. è folle pensare di fare senza.</p>
<p>Poi<strong> il modo di cercare degli utenti </strong>è in continua evoluzione, la ricerca è sempre più naturale ed evoluta&#8230; quello che oggi facciamo ad un Title un domani dovremmo farlo chissà a che tipo di contenuto&#8230;</p>
<p>Di <strong>SEO</strong> che manterrano questa impostazione, questa curiosità, che sapranno evolvere&#8230; <strong>ce ne sarà sempre bisogno</strong>.</p>
<p>Detto questo.. è un lavoraccio..! <strong>menomale oggi faccio l&#8217;analista</strong>. :)</p>
<p>Voi sarete anche Sith.. ma <strong>noi siamo Jedi</strong>!</p>
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		<title>Sentiment o Reputazione?</title>
		<link>http://www.aicube.net/blog/2009/09/sentiment-o-reputazione.html</link>
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		<pubDate>Fri, 18 Sep 2009 11:13:29 +0000</pubDate>
		<dc:creator>DSoM</dc:creator>
				<category><![CDATA[Marketing]]></category>
		<category><![CDATA[Reputation Jedi]]></category>
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		<description><![CDATA[Vi allego le slide del mio intervento al toscanalab :) So che scrivo veramente pochissimo ultimamente, ma tra poco capirete il perchè&#8230; By the way, domani mi sposo.. ci vediamo dopo metà ottobre con un pò di novità :) Tommaso Galli: Sentiment o Reputazione &#8211; Toscanalab 18/09/09 View more presentations from tommaso.galli. stay tuned :)]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Vi allego le slide del mio intervento al <a href="http://twitter.com/#tlab">toscanalab</a> :)</p>
<p>So che scrivo veramente pochissimo ultimamente, ma tra poco capirete il perchè&#8230;</p>
<p>By the way, domani mi sposo.. ci vediamo dopo metà ottobre con un pò di novità :)</p>
<div style="width:425px;text-align:left" id="__ss_2017071"><a style="font:14px Helvetica,Arial,Sans-serif;display:block;margin:12px 0 3px 0;text-decoration:underline;" href="http://www.slideshare.net/tommaso.galli/tommaso-galli-sentiment-o-reputazione-toscanalab-180909" title="Tommaso Galli: Sentiment o Reputazione - Toscanalab 18/09/09">Tommaso Galli: Sentiment o Reputazione &#8211; Toscanalab 18/09/09</a><object style="margin:0px" width="425" height="355"><param name="movie" value="http://static.slidesharecdn.com/swf/ssplayer2.swf?doc=18-settembre-09-int-090918061105-phpapp02&#038;stripped_title=tommaso-galli-sentiment-o-reputazione-toscanalab-180909" /><param name="allowFullScreen" value="true"/><param name="allowScriptAccess" value="always"/><embed src="http://static.slidesharecdn.com/swf/ssplayer2.swf?doc=18-settembre-09-int-090918061105-phpapp02&#038;stripped_title=tommaso-galli-sentiment-o-reputazione-toscanalab-180909" type="application/x-shockwave-flash" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true" width="425" height="355"></embed></object>
<div style="font-size:11px;font-family:tahoma,arial;height:26px;padding-top:2px;">View more <a style="text-decoration:underline;" href="http://www.slideshare.net/">presentations</a> from <a style="text-decoration:underline;" href="http://www.slideshare.net/tommaso.galli">tommaso.galli</a>.</div>
</div>
<p>stay tuned :)</p>
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		<title>Social Media Revolt: gestire un attacco di MASSA al brand.</title>
		<link>http://www.aicube.net/blog/2009/01/social-media-revolt-attacco-al-brand-di-massa.html</link>
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		<pubDate>Fri, 30 Jan 2009 12:52:49 +0000</pubDate>
		<dc:creator>DSoM</dc:creator>
				<category><![CDATA[Marketing]]></category>
		<category><![CDATA[Reputation Jedi]]></category>
		<category><![CDATA[Reputation Management]]></category>

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		<description><![CDATA[Prendo spunto da un post di Muhammad Saleem su mashable per la gestione di situazioni di forte crisi che sfociano in veri e propri attacchi di massa attraverso l&#8217;utilizzo social network. Post su Digg (o su okno), nascita di decine di gruppi su Facebook, thread infiniti su forum.. come si gestiscono situazioni di questo tipo? [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Prendo spunto da un post di Muhammad Saleem su <a href="http://mashable.com/2009/01/28/social-media-revolt/">mashable</a> per la gestione di situazioni di forte crisi che sfociano in veri e propri attacchi di massa attraverso l&#8217;utilizzo social network.</p>
<p>Post su Digg (o su okno), nascita di decine di gruppi su Facebook, thread infiniti su forum.. come si gestiscono situazioni di questo tipo? e soprattutto come si può prevenire la cosa?</p>
<h3><strong>Come un problema diventa una crisi?<br />
</strong></h3>
<p>Partiamo con l&#8217;analizzare perchè si arriva ad una&#8221;Grossa Crisi&#8221;!</p>
<p>I problemi che generano crisi di alto livello non possono quasi mai essere previsti, quello che si può fare però è impostare una comunicazione continua e diretta con i propri utenti in modo da gestire preventivamente ogni tipo di situazione.</p>
<p>Per prima cosa, in funzione di cambiamenti di servizi, attività, prodotti, policy è fondamentale aprire subito un canale di comunicazione diretto con l&#8217;utente (comunicato stampa, post su blog aziendale etc..), in modo da dare subito una spiegazione alle domande che l&#8217;utente potrebbe porsi e potrebbe andare a chiedere su altre fonti di informazione.</p>
<p>Dovete dire la vostra prima che siano gli altri a &#8220;dedurre&#8221; il perchè delle vostre scelte.</p>
<p>Anche il problema più grande se gestito con intelligenza può evitare di scatenare una &#8220;crisi&#8221;.</p>
<p>Il primo consiglio è quindi <strong>comunicare sempre e in modo chiaro e pulito.</strong></p>
<h3><strong></strong>Come prevenire una crisi?</h3>
<p><img class="alignnone" style="float:left; padding-right:5px; padding-bottom:5px;" src="http://www.aicube.net/blog/uploaded_images/listentome.png" alt="" width="125" height="158" />La chiave è l&#8217;<strong>ascolto</strong>. I problemi non possono essere &#8220;previsti&#8221; le crisi quasi sempre si, perchè si manifestano con la nascita di un problema.</p>
<p>Quasi tutte le situazioni di crisi nascono da iniziative di un singolo, la fase di ascolto diretto è fondamentale per individuare questo tipo di commenti potenzialmente pericolosi in tempo, per attuare subito un&#8217;attività di management.</p>
<p>Ogni citazione <a href="http://www.aicube.net/blog/2008/12/analisi-del-sentiment-o-reputation-management.html">va analizzata </a>secondo un modello che ne definisca il possibile &#8220;rischio&#8221; associato alla sua diffusione, profilazione e visibilità.</p>
<h3><strong>Ok, sono arrivato tardi, cosa posso fare?</strong></h3>
<h3><img class="alignnone" style="padding-bottom: 5px; padding-right:5px; float:left;" title="Reputation Jedy" src="http://www.aicube.net/blog/uploaded_images/yoda-2.jpg" alt="Reputation Jedy" width="245" height="124" /></h3>
<p>Anche in questo caso la risposta è &#8220;banale&#8221;: <strong>comunicare,</strong> sempre. Anche se non si ha niente da dire.</p>
<p>Gli utenti percepiscono la comunicazione dell&#8217;azienda in modo positivo, anche solo per il semplice fatto che<strong> sanno di essere ascoltati.</strong></p>
<p>Partite dall&#8217;assunto che se centinaia o migliaia di persone si lamentano  sarà successo un qualcosa di sbagliato nei loro confronti, almeno dal loro punto di vista.</p>
<p>Dovete far capire al vostro target che la loro opinione è per voi fondamentale, <strong>ringraziate gli utenti per il feedback anche se vi stanno massacrando</strong>.</p>
<p>Ci sono aziende che comprano sondaggi per capire come va un prodotto, gli utenti su internet vi danno un feedback gratis, anche se negativo rispondere e ringraziare per i commenti mi sembra il minimo in situazioni di questo tipo.</p>
<p><strong>Ammette sempre i vostri errori e cercate di porvi rimedio</strong>. Potete trasformare una situazione di attacco in un attività a vostro vantaggio con una spesa sicuramente minore rispetto ad una qualsiasi azione legale.</p>
<p><strong>Se risolvete un problema segnalato dagli utenti &#8230; DITELO!</strong></p>
<p>Quante volte le aziende usano strumenti di analisi del sentiment per risolvere problemi senza preoccuparsi di quello che è rimasto scritto in rete?</p>
<p><strong>Comunicate sullo stesso media dell&#8217;utente, </strong>perchè lui è li che cercherà una risposta, se potete oltre ad un comunicato stampa cercate le varie cose sparse in rete, e segnalate un eventuale risposta ufficiale, in modo educato e riconoscente ovunque si parli male di voi.</p>
<h3><strong></strong><strong></strong><strong></strong><strong>Be FAST</strong></h3>
<p><img class="alignnone" style="float:left; padding-right:5px; padding-bottom:5px;" title="Fast" src="http://i209.photobucket.com/albums/bb260/edupininfarina/2007_ValentinoRossi_2.jpg" alt="" width="201" height="152" /><strong>Siate velocissimi!</strong></p>
<p>La rete, la blogsfera e gli utenti non aspettano voi!</p>
<p>Siti come Oknotizie vengono letti da migliaia di persone più volte il giorno, un gruppo Facebook può fare migliaia di iscritti in poche ore.</p>
<p>Non potete aspettare un paio di giorni prima di rispondere, per gestire la cosa ci vogliono ben altre tempistiche.</p>
<p>Ovviamente se non volete rompervi le scatole <a href="http://intarget.net/brand-reputation.php">rivolgetevi a dei professionisti</a> ;)</p>
<h3><strong>Ovviamente non è tutto così semplice&#8230;</strong></h3>
<p>Sono attività che funzionano bene solo se gestite in modo specifico con un attività di monitoraggio istantaneo e continuativo: gestire  situazioni vecchie di qualche settimana magari già <strong>compromesse da azioni di reputation management totalmente errate </strong>(chi si ricorda <a href="http://www.google.it/search?q=mosaico+arredamenti">Mosaico Arredamenti</a>?)<strong> </strong>o basate su errori &#8220;irrecuperabili&#8221;, <strong>è <em>quasi</em> impossibile.</strong></p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.aicube.net/blog/2009/01/social-media-revolt-attacco-al-brand-di-massa.html/feed</wfw:commentRss>
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		</item>
		<item>
		<title>Analisi del Sentiment o Reputation Management?</title>
		<link>http://www.aicube.net/blog/2008/12/analisi-del-sentiment-o-reputation-management.html</link>
		<comments>http://www.aicube.net/blog/2008/12/analisi-del-sentiment-o-reputation-management.html#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 15 Dec 2008 19:23:31 +0000</pubDate>
		<dc:creator>DSoM</dc:creator>
				<category><![CDATA[Marketing]]></category>
		<category><![CDATA[Reputation Jedi]]></category>
		<category><![CDATA[Reputation Management]]></category>
		<category><![CDATA[Search Marketing]]></category>

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		<description><![CDATA[Prendo spunto da un ottimo articolo di Fabio Sutto per esternare alcune considerazioni  su due aspetti spesso confusi quando si parla di Reputazione Online: - Analisi del Sentiment Online - Monitoraggio e gestione della propria Reputazione Online In Intarget.Net gestiamo entrambe le operazioni, vediamo le differenze principali tra queste due attività. Analisi del Sentiment Per [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img style="float:left; padding-right:10px; padding-bottom:5px;" title="User Genrated Content" src="http://www.aicube.net/blog/uploaded_images/ugc.png" alt="User Genrated Content" width="151" height="151" />Prendo spunto da un <a href="http://www.online-marketing.it/web-marketing/comunicazione/2008/reputazione-online/">ottimo articolo</a> di Fabio Sutto per esternare alcune considerazioni  su due aspetti spesso confusi quando si parla di Reputazione Online:</p>
<p>- Analisi del Sentiment Online</p>
<p>- Monitoraggio e gestione della propria Reputazione Online</p>
<p>In Intarget.Net <a href="http://www.intarget.net/brand-reputation.php">gestiamo entrambe le operazioni</a>, vediamo le differenze principali tra queste due attività.</p>
<h3><strong>Analisi del Sentiment</strong></h3>
<p><img style="float:left; margin: 7px;" title="love" src="http://thesituationist.files.wordpress.com/2008/02/thing-called-love.jpg" alt="love" width="157" height="156" /> Per <a href="http://intargetintelligence.net/soluzioni/web-reputation/analisi-del-sentiment-online/">Analisi del Sentimen</a>t si intende <em>solitamente</em> un analisi, <strong>PASSIVA di solo &#8220;Ascolto&#8221;,</strong> volta a catturare più informazioni possibili per creare uno schema che fotografi il più dettagliatamente possibile il pensiero degli utenti suddiviso per brand e categorie.</p>
<p>Può essere effettuato manualmente tramite l&#8217;intervento di un utente che cataloghi il tutto o automaticamente con sistemi in grado di estrarre delle &#8220;valutazioni&#8221; più o meno precise mediante un Analisi Semantica di un testo.</p>
<p>I migliori usano tecniche che vengono direttamente dal mondo <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/OSINT">OSINT</a>.</p>
<p>Questi sistemi operano attraverso una serie di algoritmi e attraverso un analisi semantica del testo sono in grado di categorizzare un testo (assegnare un testo ad una categoria predeterminata) capire automaticamente di cosa si parla (clusterizzazione) o fornire una valutazione &#8220;positiva&#8221; / &#8220;negativa&#8221; (è in realtà un applicazione derivata dall&#8217;applicazione di altre tecnologie questa, può essere fatta con un analisi semantica o con uno schema probabilitistico).</p>
<p>Con un analisi di questo tipo, manuale o automatica si può avere <strong>una buona fotografia della percezione dei nostri brand </strong>online, individuare problemi comuni a più utenti (es. un una casa automobilistica scopre che certo modello di auto perde olio dopo i 45000 km).</p>
<p>Quanto la foto è messa &#8220;a fuoco&#8221; dipende dal numero e dalla tipologia delle fonti, e dal tipo di analisi, quelle manuali ovviamente sono più precise, anche se estremamente &#8220;costose&#8221;.</p>
<h3><strong></strong><strong></strong><strong></strong><strong>Azione</strong></h3>
<p><strong>La fase di azione in un analisi del sentiment è prevalentemente OFFLINE</strong><strong>.</strong></p>
<p>Riprendiamo l&#8217;esempio precedente, ipotizziamo che una certa casa automobilistica attraverso un analisi del sentiment capisca che un certo modello perde olio dopo i 45000 km. (Magari il problema è affrontato in vari forum specialistici)</p>
<p>Una tipica azione successiva all&#8217;analisi del sentiment è il risolvere il problema dal punto di vista tecnico, direttamente alla radice.</p>
<p>Spesso le aziende non pensano che senza un altra azione che spieghi agli utenti che il problema è stato valutato, analizzato e risolto, la cattiva reputazione rimane: per chi legge online i problemi continuano ad esistere anche se in realtà sono risolti ;)</p>
<h3>Reputation Monitoring e Management</h3>
<p><strong><img style="float:left;  margin: 7px;" title="Yoda " src="http://thedailymind.com/wp-content/uploads/2008/08/yoda.jpg" alt="" width="246" height="189" />Il <a href="http://intargetintelligence.net/soluzioni/web-reputation/web-reputation-management/">Management della reputazione online</a></strong><strong> non ha niente a che fare con questo tipo di analisi.</strong></p>
<p>Un azione di Reputation Management <strong>è un azione ATTIVA</strong>, <span style="text-decoration: underline;">atta a</span> (<em>copy by <a href="http://www.sbrana.com">sbranex</a></em>)<strong> monitorare e se necessario influenzare il processo decisionale di un gruppo di utenti. </strong></p>
<p><span style="text-decoration: underline;">Un azione di reputation management sul web è infatti incentrata sul rapporto che c&#8217;è tra la visibilità sui MDR, l&#8217;effettiva ricettività della fonte dove si trova una citazione online e il danno/beneficio che questa può apportare al brand che prende in considerazione.</span></p>
<p><strong>E&#8217; un lavoro da Reputation Jedi ;)</strong></p>
<p>Un&#8217;azione di Reputation Management può mostrare anche il sentiment percepito ma nasce con altri presupposti.</p>
<p>Una citazione totalmente invisibile a utenti e motori non interessa in un azione di reputation management o monitoring, mentre è comunque fondamentale per l&#8217;analisi del sentiment.</p>
<p>Non si tratta semplicemente di vedere se il sito dove leggiamo la citazione è &#8220;affidabile&#8221; o &#8220;famoso&#8221;, dobbiamo fare un passo avanti, cercare di capire <strong><span style="text-decoration: underline;">quanto</span></strong> può influenzare gli utenti che cercano informazioni su quel brand.</p>
<p><span style="text-decoration: underline;">E per passo avanti non parlo sicuramente di mostrare il &#8220;pagerank&#8221; della pagina e del sito&#8230;&#8230;..</span></p>
<p>Alcuni degli elementi che dobbiamo controllare sono :  <strong></strong></p>
<p><strong>Posizionamento sul Campo semantico della citazione</strong></p>
<p>E&#8217; evidente che se cercando il brand la citazione è tra le prime posizioni un eventuale intervento di brand cleaning o gestione diventa fondamentale, sopratutto con keyword dai volume di ricerca alti.</p>
<p>Dobbiamo quindi comparare i volumi di ricerca, il CTR medio per posizione (vedi<a href="http://www.onemarketing.it/tag/social-media-interference/"> <strong>Social Media Interference</strong></a>), per capire effettivamente quanto danno/beneficio sta facendo a chi ricerca attraverso i MDR.  <strong></strong></p>
<p><strong>Valutazione SEO della Citazione </strong></p>
<p>La citazione non è visibile&#8230; Valutiamo il codice&#8230; Potrebbe diventarlo? Con che Tempistiche ? su che Keyword? (e poi monitorare&#8230;)  <strong></strong></p>
<p><strong>Visistatori Medi della fonte</strong></p>
<p>Anche in questo caso prima di intervenire è necessario capire il numero di visitatori che potrebbero aver visto quella citazione, numerosi i tool a darci una mano in questa fase, <a href="http://trends.google.com/websites?q=wikipedia.org">Trends 4 Website</a>, <a href="https://www.google.com/adplanner/">AdPlanner</a>, in primis, poi comparazioni varie tra siti dei quali abbiamo risultati, analisi del posizionamento sulle kw più rilevanti per la fonte e analisi del codice alla ricerca di stats code nascosti.   <strong></strong></p>
<p><strong>Profilazione della fonte rispetto al campo semantico</strong></p>
<p>La fonte che leggiamo indipendentemente da Ranking e Accessi quanto è &#8220;profilata&#8221; ?  E&#8217; possibile che a scrivere sia qualcuno che influenzi poi altre persone che hanno accesso ad un pubblico più alto?  Prestare quindi molta attenzione a giornalisti specalizzati per l&#8217;area semantica specifica, spesso incocciati in SERP con blog da poche decine di visite il giorno. Visite estremamente <em>pericolose</em> però ;)  <strong></strong></p>
<p><strong>Trust e Profilazione degli utenti rispetto al campo semantico</strong></p>
<p>Ovvero indipendentemente da quanti sono, quanto sono &#8220;profilati&#8221; gli utenti di quella fonte? Pensiamo a  forum specializzati in località turistiche specifiche molto piccole o verticali.  Se la profilazione è altissima il monitoring deve essere costante su quella fonte.</p>
<h3><strong>Azione</strong></h3>
<p>Solo dopo aver fatto uno studio di questo tipo è possibile pianificare una strategia di intervento <strong>ONLINE</strong> che varia proprio in base ai parametri rilevati:</p>
<ul>
<li>Una citazione molto visibile richiede un intervento di Brand Cleaning in SERP, ovvero si fa scendere la citazione per le keyword che ci interessano</li>
</ul>
<ul>
<li>Una citazione con alta distribuzione richiede un intervento diretto, spesso direttamente sulla fonte se possibile, ben ponderato e pensato però, non si deve rischiare di creare &#8220;focolai&#8221; molto pericolosi</li>
</ul>
<ul>
<li>Una citazione su una fonte con utenti altamenti profilati potrebbe richiedere anche del Ghost Writing, azione che più di tutte le altre va pianificata addirittura precedentemnte all&#8217;intervento. Se si vuole fare GW dobbiamo &#8220;preventivarlo&#8221; e creare una vita a tutti i nostri account, solo se degni di un pò di trust si può intervenire. E&#8217; anche possibile intervenire in modo diretto, spesso le piccole community apprezzano questo tipo di interventi perchè è un apertura dell&#8217;azienda nei confronti dell&#8217;utente, ovvio che va veicolato in modo corretto.</li>
</ul>
<h3><strong></strong><strong>Consigli</strong></h3>
<ul>
<li>Usate la Forza! ;)</li>
<li>Non affidatevi ad un analisi del Sentiment per proteggere la vostra reputazione online, sarebbe totalmente inappropriata e dispersiva;</li>
<li>Monitorare ovunque (usate google), e non solo su siti specifici;</li>
<li>Monitorare certi siti con un dettaglio maggiore;</li>
<li>Tentate di riportare il tutto in RSS (Conoscete <a href="http://pipes.yahoo.com">Yahoo Pipes</a>?) e monitorare la reputazione con base giornaliera;</li>
<li>MAI INTERVENIRE A CALDO!</li>
<li>MAI MAI MAI INTERVENIRE A CALDO ! :)</li>
<li>Se il problema è serio affidatevi a dei <a href="http://www.intarget.net">professionisti</a> ;)</li>
</ul>
<h3><strong></strong><strong>Quindi?</strong></h3>
<p>Quindi Offline la vostra reputazione dipende da &#8220;quanti&#8221; parlano bene o male di voi, un analisi del Sentiment è in questo caso sufficiente ad individuare tutto quello di cui abbiamo bisogno per gestire la reputazione del nostro brand che spesso dipende proprio dalle masse, o comunque da interventi &#8220;di spicco&#8221; facilmente rilevabili e monitorabili.</p>
<p>Online no! :)</p>
<p>Online un solo commento, &#8220;ben assestato&#8221; può creare enormi danni, non è la quantità, ma la tipologia che conta.  Avete un azienda e volete approfondire? <a href="http://www.intarget.net/">Prego</a> :)  <strong> </strong></p>
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