Archive for the 'Reputation Management' Category
Prendo spunto da un post di Muhammad Saleem su mashable per la gestione di situazioni di forte crisi che sfociano in veri e propri attacchi di massa attraverso l’utilizzo social network.
Post su Digg (o su okno), nascita di decine di gruppi su Facebook, thread infiniti su forum.. come si gestiscono situazioni di questo tipo? e soprattutto come si può prevenire la cosa?
Come un problema diventa una crisi?
Partiamo con l’analizzare perchè si arriva ad una”Grossa Crisi”!
I problemi che generano crisi di alto livello non possono quasi mai essere previsti, quello che si può fare però è impostare una comunicazione continua e diretta con i propri utenti in modo da gestire preventivamente ogni tipo di situazione.
Per prima cosa, in funzione di cambiamenti di servizi, attività, prodotti, policy è fondamentale aprire subito un canale di comunicazione diretto con l’utente (comunicato stampa, post su blog aziendale etc..), in modo da dare subito una spiegazione alle domande che l’utente potrebbe porsi e potrebbe andare a chiedere su altre fonti di informazione.
Dovete dire la vostra prima che siano gli altri a “dedurre” il perchè delle vostre scelte.
Anche il problema più grande se gestito con intelligenza può evitare di scatenare una “crisi”.
Il primo consiglio è quindi comunicare sempre e in modo chiaro e pulito.
Come prevenire una crisi?
La chiave è l’ascolto. I problemi non possono essere “previsti” le crisi quasi sempre si, perchè si manifestano con la nascita di un problema.
Quasi tutte le situazioni di crisi nascono da iniziative di un singolo, la fase di ascolto diretto è fondamentale per individuare questo tipo di commenti potenzialmente pericolosi in tempo, per attuare subito un’attività di management.
Ogni citazione va analizzata secondo un modello che ne definisca il possibile “rischio” associato alla sua diffusione, profilazione e visibilità.
Ok, sono arrivato tardi, cosa posso fare?

Anche in questo caso la risposta è “banale”: comunicare, sempre. Anche se non si ha niente da dire.
Gli utenti percepiscono la comunicazione dell’azienda in modo positivo, anche solo per il semplice fatto che sanno di essere ascoltati.
Partite dall’assunto che se centinaia o migliaia di persone si lamentano sarà successo un qualcosa di sbagliato nei loro confronti, almeno dal loro punto di vista.
Dovete far capire al vostro target che la loro opinione è per voi fondamentale, ringraziate gli utenti per il feedback anche se vi stanno massacrando.
Ci sono aziende che comprano sondaggi per capire come va un prodotto, gli utenti su internet vi danno un feedback gratis, anche se negativo rispondere e ringraziare per i commenti mi sembra il minimo in situazioni di questo tipo.
Ammette sempre i vostri errori e cercate di porvi rimedio. Potete trasformare una situazione di attacco in un attività a vostro vantaggio con una spesa sicuramente minore rispetto ad una qualsiasi azione legale.
Se risolvete un problema segnalato dagli utenti … DITELO!
Quante volte le aziende usano strumenti di analisi del sentiment per risolvere problemi senza preoccuparsi di quello che è rimasto scritto in rete?
Comunicate sullo stesso media dell’utente, perchè lui è li che cercherà una risposta, se potete oltre ad un comunicato stampa cercate le varie cose sparse in rete, e segnalate un eventuale risposta ufficiale, in modo educato e riconoscente ovunque si parli male di voi.
Be FAST
Siate velocissimi!
La rete, la blogsfera e gli utenti non aspettano voi!
Siti come Oknotizie vengono letti da migliaia di persone più volte il giorno, un gruppo Facebook può fare migliaia di iscritti in poche ore.
Non potete aspettare un paio di giorni prima di rispondere, per gestire la cosa ci vogliono ben altre tempistiche.
Ovviamente se non volete rompervi le scatole rivolgetevi a dei professionisti ;)
Ovviamente non è tutto così semplice…
Sono attività che funzionano bene solo se gestite in modo specifico con un attività di monitoraggio istantaneo e continuativo: gestire situazioni vecchie di qualche settimana magari già compromesse da azioni di reputation management totalmente errate (chi si ricorda Mosaico Arredamenti?) o basate su errori “irrecuperabili”, è quasi impossibile.
Prendo spunto da un ottimo articolo di Fabio Sutto per esternare alcune considerazioni su due aspetti spesso confusi quando si parla di Reputazione Online:
- Analisi del Sentiment Online
- Monitoraggio e gestione della propria Reputazione Online
In Intarget.Net gestiamo entrambe le operazioni, vediamo le differenze principali tra queste due attività.
Analisi del Sentiment
Per Analisi del Sentiment si intende solitamente un analisi, PASSIVA di solo “Ascolto”, volta a catturare più informazioni possibili per creare uno schema che fotografi il più dettagliatamente possibile il pensiero degli utenti suddiviso per brand e categorie.
Può essere effettuato manualmente tramite l’intervento di un utente che cataloghi il tutto o automaticamente con sistemi in grado di estrarre delle “valutazioni” più o meno precise mediante un Analisi Semantica di un testo.
I migliori usano tecniche che vengono direttamente dal mondo OSINT.
Questi sistemi operano attraverso una serie di algoritmi e attraverso un analisi semantica del testo sono in grado di categorizzare un testo (assegnare un testo ad una categoria predeterminata) capire automaticamente di cosa si parla (clusterizzazione) o fornire una valutazione “positiva” / “negativa” (è in realtà un applicazione derivata dall’applicazione di altre tecnologie questa, può essere fatta con un analisi semantica o con uno schema probabilitistico).
Con un analisi di questo tipo, manuale o automatica si può avere una buona fotografia della percezione dei nostri brand online, individuare problemi comuni a più utenti (es. un una casa automobilistica scopre che certo modello di auto perde olio dopo i 45000 km).
Quanto la foto è messa “a fuoco” dipende dal numero e dalla tipologia delle fonti, e dal tipo di analisi, quelle manuali ovviamente sono più precise, anche se estremamente “costose”.
Azione
La fase di azione in un analisi del sentiment è prevalentemente OFFLINE.
Riprendiamo l’esempio precedente, ipotizziamo che una certa casa automobilistica attraverso un analisi del sentiment capisca che un certo modello perde olio dopo i 45000 km. (Magari il problema è affrontato in vari forum specialistici)
Una tipica azione successiva all’analisi del sentiment è il risolvere il problema dal punto di vista tecnico, direttamente alla radice.
Spesso le aziende non pensano che senza un altra azione che spieghi agli utenti che il problema è stato valutato, analizzato e risolto, la cattiva reputazione rimane: per chi legge online i problemi continuano ad esistere anche se in realtà sono risolti ;)
Reputation Monitoring e Management
Il Management della reputazione online non ha niente a che fare con questo tipo di analisi.
Un azione di Reputation Management è un azione ATTIVA, atta a (copy by sbranex) monitorare e se necessario influenzare il processo decisionale di un gruppo di utenti.
Un azione di reputation management sul web è infatti incentrata sul rapporto che c’è tra la visibilità sui MDR, l’effettiva ricettività della fonte dove si trova una citazione online e il danno/beneficio che questa può apportare al brand che prende in considerazione.
E’ un lavoro da Reputation Jedi ;)
Un’azione di Reputation Management può mostrare anche il sentiment percepito ma nasce con altri presupposti.
Una citazione totalmente invisibile a utenti e motori non interessa in un azione di reputation management o monitoring, mentre è comunque fondamentale per l’analisi del sentiment.
Non si tratta semplicemente di vedere se il sito dove leggiamo la citazione è “affidabile” o “famoso”, dobbiamo fare un passo avanti, cercare di capire quanto può influenzare gli utenti che cercano informazioni su quel brand.
E per passo avanti non parlo sicuramente di mostrare il “pagerank” della pagina e del sito……..
Alcuni degli elementi che dobbiamo controllare sono :
Posizionamento sul Campo semantico della citazione
E’ evidente che se cercando il brand la citazione è tra le prime posizioni un eventuale intervento di brand cleaning o gestione diventa fondamentale, sopratutto con keyword dai volume di ricerca alti.
Dobbiamo quindi comparare i volumi di ricerca, il CTR medio per posizione (vedi Social Media Interference), per capire effettivamente quanto danno/beneficio sta facendo a chi ricerca attraverso i MDR.
Valutazione SEO della Citazione
La citazione non è visibile… Valutiamo il codice… Potrebbe diventarlo? Con che Tempistiche ? su che Keyword? (e poi monitorare…)
Visistatori Medi della fonte
Anche in questo caso prima di intervenire è necessario capire il numero di visitatori che potrebbero aver visto quella citazione, numerosi i tool a darci una mano in questa fase, Trends 4 Website, AdPlanner, in primis, poi comparazioni varie tra siti dei quali abbiamo risultati, analisi del posizionamento sulle kw più rilevanti per la fonte e analisi del codice alla ricerca di stats code nascosti.
Profilazione della fonte rispetto al campo semantico
La fonte che leggiamo indipendentemente da Ranking e Accessi quanto è “profilata” ? E’ possibile che a scrivere sia qualcuno che influenzi poi altre persone che hanno accesso ad un pubblico più alto? Prestare quindi molta attenzione a giornalisti specalizzati per l’area semantica specifica, spesso incocciati in SERP con blog da poche decine di visite il giorno. Visite estremamente pericolose però ;)
Trust e Profilazione degli utenti rispetto al campo semantico
Ovvero indipendentemente da quanti sono, quanto sono “profilati” gli utenti di quella fonte? Pensiamo a forum specializzati in località turistiche specifiche molto piccole o verticali. Se la profilazione è altissima il monitoring deve essere costante su quella fonte.
Azione
Solo dopo aver fatto uno studio di questo tipo è possibile pianificare una strategia di intervento ONLINE che varia proprio in base ai parametri rilevati:
- Una citazione molto visibile richiede un intervento di Brand Cleaning in SERP, ovvero si fa scendere la citazione per le keyword che ci interessano
- Una citazione con alta distribuzione richiede un intervento diretto, spesso direttamente sulla fonte se possibile, ben ponderato e pensato però, non si deve rischiare di creare “focolai” molto pericolosi
- Una citazione su una fonte con utenti altamenti profilati potrebbe richiedere anche del Ghost Writing, azione che più di tutte le altre va pianificata addirittura precedentemnte all’intervento. Se si vuole fare GW dobbiamo “preventivarlo” e creare una vita a tutti i nostri account, solo se degni di un pò di trust si può intervenire. E’ anche possibile intervenire in modo diretto, spesso le piccole community apprezzano questo tipo di interventi perchè è un apertura dell’azienda nei confronti dell’utente, ovvio che va veicolato in modo corretto.
Consigli
- Usate la Forza! ;)
- Non affidatevi ad un analisi del Sentiment per proteggere la vostra reputazione online, sarebbe totalmente inappropriata e dispersiva;
- Monitorare ovunque (usate google), e non solo su siti specifici;
- Monitorare certi siti con un dettaglio maggiore;
- Tentate di riportare il tutto in RSS (Conoscete Yahoo Pipes?) e monitorare la reputazione con base giornaliera;
- MAI INTERVENIRE A CALDO!
- MAI MAI MAI INTERVENIRE A CALDO ! :)
- Se il problema è serio affidatevi a dei professionisti ;)
Quindi?
Quindi Offline la vostra reputazione dipende da “quanti” parlano bene o male di voi, un analisi del Sentiment è in questo caso sufficiente ad individuare tutto quello di cui abbiamo bisogno per gestire la reputazione del nostro brand che spesso dipende proprio dalle masse, o comunque da interventi “di spicco” facilmente rilevabili e monitorabili.
Online no! :)
Online un solo commento, “ben assestato” può creare enormi danni, non è la quantità, ma la tipologia che conta. Avete un azienda e volete approfondire? Prego :)
EDIT:
Mi accorgo solo adesso che l’articolo è in realtà di Stefano Brogi, il faccione in home e il dominio mi hanno fatto saltare il “check” sull’autore ;)
Allora ripropongo la domanda: a quando una bella top 10? ;)
Post Originale:
Navigando qua e la mi sono in battuto nel blog di Daniele Bogiatto (che colgo l’occasione di salutare!), “superesperto ebay” che ho avuto il piacere di ascoltare al convegno GT, per il suo interessante intervento sul posizionamento per ebay.
Occupandomi di management della reputazione onlinenon posso non mostrare questa perla di saggezza che Daniele ha pescato tra i feedback ebay:

Un uomo un mito! :)
Adesso Daniele vogliamo vedere tutta la top ten :)
Uno screenshot vale più di mille parole :)

Questo è quello che mi sono trovato davanti oggi, ad una ricerca su Google.com in inglese, questo tipo di SERP viene mostrata solo se sono loggato.
Ne parlavo circa un anno fa qui e qui quando era un esperimento chiuso a pochi “eletti”.
Prima di abilitare il tutto Google ci informa che i commenti sono pubblici e saranno visualizzati anche agli altri utenti scelti per l’esperimento.
Per concludere riporto un pezzettino del mio commento alla news dell’anno scorso fatto proprio su Seonida:
Pensiamo però al valore che un dato di questo tipo potrebbe avere se usato per fare data mining, proprio perchè dichiaratamente chiuso alle SERP (nda: Google ha dichiarato che non influenza le serp degli altri utenti.).
Ipotizziamo di utilizzarlo per un paio di anni, dimostrando alla comunità seo che non ha effetto sulle serp e raccogliere le “preferenze” degli utenti. Preferenze “vere”.
Se tutti lo usassero per migliorare la loro esperienza di ricerca sui motori Google potrebbe usare questi dati per tentare di “estrapolare” fattori comuni tra siti “preferiti” tra gli utenti.
Faccio qualche esempio stupido : quantità di testo in rapporto alla pagina, utilizzo di foto più o meno grandi, freschezza delle notizie, frequenza di aggiornamento etc..
Non applicare quindi alle SERP dei modificatori sulla base di chi è votato, a ma sulla base di perchè è votato.
Sempre la solita cosa, tentare di formalizzare i comportamenti che portano un utente ad una scelta e applicarli in modo algoritmico.
La cosa differente rispetto alla news dello scorso anno è che sembra che tutti gli utenti loggati vedano questa modifica! O che comunque il test sia su larga scala.
Non resta che studiare adesso l’impatto che potrà avere sulle problematiche relative alla gestione della reputazione online!
PS: queste sono le cose che mi fanno adorare questo lavoro ;)
Mercoledi e Giovedi 5 e 6 Novembre presso il MIC si terrà l’edizione Milanese 2008 dello IAB Forum.
Anche quest’anno come l’anno scorso Intarget.Net sarà presente con due speech all’interno del workshop sul Search Marketing, tenuti da me e Nicola Tanzini.
Gli speech (dovrebbero iniziare intorno alle 16/16.30) verteranno sull’influenza degli User Generated Content, sempre più presenti in SERP, sulla User Experience dell’utente.
Nello speech di Nicola cercheremo di capire perchè questo avviene e come poter sfruttare la cosa a nostro favore.
Nel mio speech presenteremo invece una metodologia per misurare il grado di interferenza degli UGC al variare dei contesti semantici di riferimento, fornendo le basi per vari tipi di intervento.
Che dire, aspetto tutti allo IAB, anche quelli che l’anno scorso non sono riuscito a salutare o conoscere di persona :)
PS: Io parto con il Firenze-Milano il 5 mattina, treno delle 7, arrivo a Milano alle 10 se qualcuno che legge fa il mio stesso viaggio commenti che magari ci organizziamo :)
PS2: Quasi dimenticavo… Oltre ad un nuovo fighissimo gadget quest’anno al nostro stand sarà possibile giocare per aggiudicarsi dei premi veramente cool, non li ricordo tutti, tra i più interessanti mi ricordo questi messi in palio da alcuni nostri clienti:
Asteclick: – 1 Wii + Wii Fit
PureSport: – 3 turni da 2 giri ciascuno in Hot Lap a Monza
Gnv: Genova-Barcellona A/R per due persone + auto/moto
Onemhotel: 1 notte nella suite presidenziale
Mica male no ? ;)
Parlavo poco tempo fa di EgoSurfing, ecco è proprio cercando il mio nome su Google che nasce questo post.
Ho infatti scoperto (da tempo devo dire) di avere almeno 4 ominimi abbastanza famosi :
- C’è un Tommaso Galli Direttore Comunicazione e Relazioni Esterne del Gruppo Prada
- C’è un Tommaso Galli amministratore delegato di Galli Strings, una società che fa corde musicali di alto livello.
- C’è un Tommaso Galli Boxer nato negli anni 40
- C’è un Tommaso Galli Fotografo Professionista
Ecco questo post parla di un Tommaso Galli che non sono io :)
Un pò per la mia passione per la fotografia, un pò perchè recentemente ho avuto un sacco di accessi di persone che cercano lui ho deciso di parlare del Tommaso Galli Fotografo, quello vero però :)
Se quindi siete arrivati in questo post cercando il “tommaso galli fotografo” quello del reportage in Ladakh…
NON SCAPPATE! SIETE NEL POSTO GIUSTO :)
Ecco un paio di scatti che mi sono “particolarmente” piaciuti, giusto per capire di chi stiamo parlando :)
 
Quella che state per leggere e’ un intervista da Tommaso a Tommaso, da appassionato di fotografia a fotografo professionista, da consulente di marketing online a “imprenditore”.
Ecco l’intervista :)
Comincio con il presentarmi, mi chiamo Tommaso Galli, ho 28 anni, di lavoro faccio il consulente di web marketing, non ho mai intervistato nessuno, e mi piace un sacco la fotografia. Tu invece chi sei?
Ciao sono anche io Tommaso Galli ma ho 33 anni, e faccio il Fotografo Professionista.
Quando hai capito che dovevi fare il fotografo? La tua prima macchina fotografica?
La mia e’ una storia abbastanza singolare, la fotografia infatti e’ stata la realizzazione del secondo sogno della mia vita, vi racconto meglio….
Fin da piccolo il mio desiderio era quello di fare il biologo e studiare gli animali, quindi mi sono laureato in Biologia e ho coronato il mio sogno studiando per 3 anni un branco di lupi nelle Alpi Piemontesi grazie ad una collaborazione con l’Universita’ di Roma: esperienza incredibile che rimarra’ sempre dentro di me.
All’eta’ di 18 anni la fotografia e’ diventata una vera passione e dopo la mia stupenda esperienza da ricercatore mi sono detto: ma perche’ non provi a volare veramente? Perche’ non provi a fare della fotografia il tuo lavoro?
E cosi’ ho iniziato…. Per due anni sono stato assistente a Verona in uno studio superstimolante di un fotografo bravissimo che si chiama Maurizio Marcato, una persona che mi ha insegnato molte delle cose che so adesso.
La mia prima macchina fotografica era una mitica Pentax P30 semiautomatica non autofocus comprata col mio primo lavoretto e vi assicuro che con quella macchina ho fatto alcune tra le piu’ belle foto della mia vita…..
Parliamo del Ladakh, come ci si rapporta con una cultura così senza mai “invadere” la naturalezza del soggetto?
Allora prima cosa….. di cui sono assolutamente convinto ….. il reportage non si fa con la macchina fotografica….. grande o piccola che sia … Il reportage si fa con lo studio ma soprattutto con il “tempo”….
Nella maggior parte dei lavori che ho fatto mi sono reso conto che il tempo che ho passato a scattare fotografie e’ stato pochissimo rispetto al tempo impiegato per osservare, capire, assorbire sensazioni, informazioni, atmosfere….. Per fare scatti che siano naturali bisogna assorbire e farsi assorbire dalla situazione che si va a scattare, cosi’ da diventare delicatamente invisibili….
E’ questo che mi attrae nel fare reportage…. cercare di affinare la mia sensibilita’ entrando in sintonia con la realta’ che e’ davanti a me, provare a leggere dietro agli occhi della gente…. Sono i suoni, gli odori, i sapori e le energie che rendono uno scatto unico e comunicativo ……. Avete mai visto delle foto in bianco e nero cosi’ coinvolgenti che vi sembrava di vederci i colori?…… E’ questa la magia che c’e’ dietro un bel reportage e… devo dire che vivere 3 anni in mezzo alle Alpi a seguire tracce di lupi ha affinato molto la mia capacita’ di entrare in sintonia con realta’ particolarmente distanti dalla mia….
Mi racconti un aneddoto del viaggio?
Ce ne sono tantissimi, ma uno in particolare mi torna spesso alla mente: ero alla Arian Valley; una valle strettissima dove vivono gli ultimi discendenti degli Ariani….. Una delle prime popolazioni ad abitare la vasta India del Nord….
Sono arrivato alla fine di un sentiero al tramonto, in un agglomerato di casette dal tetto piatto e ho chiesto se qualcuno aveva un letto…. Naturalmente, ho trovato una famiglia che mi ha dato una cameretta per pochi soldi….
La sera, dopo mangiato, sono andato sul tetto a guardare un po’ il cielo stellato ed incredibile…. Ad un certo punto vedo i tre bimbi con 3 coperte che salgono sul tetto e si mettono a dormire fuori …. Poi …. Dopo 10 minuti arrivano il nonno e la nonna con le loro coperte e si mettono anche loro a dormire sotto le stelle …. Infine anche il papa’ e la mamma si sono trovati un posto su quel tetto….
Guardando la mia faccia interrogativa mi hanno detto: quale re puo’ dormire sotto un tetto cosi’? ….. e quella notte ho scelto anche io di essere un re….
 
In pochissime parole, cos’ è per te la fotografia.
La fotografia per me e’ saper trasmettere con un immagine a due sole dimensioni ……. lo spazio, i suoni, le emozioni, i pensieri, gli odori…..
Cosa pensi del digitale?
Ormai si lavora quasi esclusivamente col digitale ed io come tutti mi sono adeguato……
Il digitale e’ utile, comodo ma la tecnologia e la tecnica non potranno mai essere il fattore piu’ importante nella realizzazione di un buon servizio di reportage…. direi che il digitale e’ un passaggio obbligato ormai ma se sei un fotografo che ha passato la maggior parte del suo tempo ad impressionare un “rocchetto arrotolato” la differenza si vede…. Insomma, per essere un buon fotografo devi sapere bene come funziona quel rocchetto….
Prossimo viaggio (Fotografico) ?
Ora sto preparando due viaggi……. In Cina e in Ghana…… Ma non ne vorrei parlare perche’ sono ancora all’inizio …. E sai….. un po’ scaramanzia…. Un po’ non voglio parlare di cose che ancora non ho studiato bene…..
Ladakh escluso, un altro posto dove un appassionato di fotografia non può non andare?
Bhe, se si e’ interessati alla natura ed al paesaggio …. L’islanda e’ assolutamente incredibile e soprattutto unica…..
Ultima domanda di fotografia, fatti un giro sul mio Flickr e dammi qualche consiglio :)
Allora…. Innanzitutto, belle foto….
Mi piace molto dove posizioni il soggetto in molte foto: ad esempio girlfriend in france, vecchi pescherecci e frattali al tramonto…. Sai la regola dei terzi…. Cioe’ quella di mettere il soggetto sempre ad un terzo del fotogramma cioe’ mai al centro ma verso dx o verso sx…. poi la scelta della luce che e’ spesso di fronte a te…. Anche questo rende le foto piu’ interessanti…. I controluce danno sempre un atmosfera piu’ accattivante….
Due consigli: prova a giocare piu’ col mosso e con lo sfocato; col mosso dai piu’ dinamismo alle tue immagini e con lo sfocato sforzi l’osservatore a guardare cio’ che vuoi tu facendo si che si immagini tutto il resto …. lo sfocato appunto…. Poi cerca di inserire pochi elementi in una foto … le foto piu’ interessanti sono quelle piu’ semplici nella composizione e …
Ultima cosa…. Quando scatterai le tue prossime foto prova a chiederti se lo scatto che fai e’ utile piuttosto che bello …. E’ una mia opinione personale ma le foto solo belle sono da cartolina o da Agenzia stock… le foto utili restano nella memoria…. Utili in un racconto o nel trasferire una particolare sensazione….. comunque mi piace molto anche la scelta dei colori….. spero di essere stato …. Utile anche io….
Cambiamo argomento, ti sei mai cercato su internet?
Si, mi sono cercato ed ho trovato molte cose cercando Tommaso Galli Ladakh
In un progetto di business come il tuo nel quale viene comunque allocato un bel budget, perché internet è stato sistematicamente ignorato, o comunque messo in secondo piano, come una cosa da fare dopo?
Ehhhh, assolutamente d’accordo ….. pensa che io solo ora sto ultimando il mio sito internet e poi sarebbe utile fare un archivio per vendere le foto e poi….. bhe sono sicuro che internet rappresenterebbe una svolta anche per trovare sponsorizzazioni per nuovi progetti….. ma ….
A questo punto sono io che ti dovrei fare un po’ di domande…… no? …. Da Tommaso a Tommaso …. Ma se ci scambiamo un po’ di Know How? …
Farai un sito internet? Come pensi di organizzarlo?
Si… entro due settimane dovrebbe essere pronto e sara’ www.tommasogalli.it
Penso di dividerlo in due parti …. una parte sul reportage che e’ l’attivita’ fotografica che piu’ mi interessa, ma purtroppo la meno redditizia. Una parte sulla fotografia commerciale di architettura ed il ritratto che sono i tre campi in cui riesco a guadagnare di piu’.
Mi piacerebbe inoltre integrare un blog che ho iniziato da un po’ di tempo e dal titolo “Realtripping” per parlare e interrogarsi sul mondo meno conosciuto lontano o vicino a noi…….
Sono arrivate sul mio sito un centinaio di persone, nell’ultimo mese, con la parola chiave “tommaso galli fotografo”, visto che i visitatori, dopo questa intervista, saranno ancora di più.. e visto che arriveranno direttamente qui, vogliamo dirgli qualcosa?
Guarda….. in questo periodo sto preparando la mia prima presentazione del libro ……. Prima di tutto voglio dire una cosa…… e in questo coinvolgo anche te…… GRAZIE …..
Grazie per tutto l’affetto, l’attenzione, i complimenti che mi avete fatto …. Essere un libero professionista e fotografo non e’ semplice, bisogna saper credere in se stessi, saper scommettere e sapersi valorizzare per 365 giorni l’anno ma quando senti che tutto questo serve a trasmettere e a far riflettere ti riconosci un ruolo seppur piccolo e questo ti da la spinta…..
Vabbe’ notizie pratiche senno’ scrivo due pagine accalorate …..
Dove possono comprare il libro: Il titolo del Libro e’ : “LADAKH: tra passato e presente” CONIGLIO EDITORE si trova in tutte le grandi librerie tipo Feltrinelli, Mondadori, Avion e si puo’ ordinare online attraverso i portali di queste catene o il sito di Coniglio Editore o Rizzoli
Dove possono trovare una recensione del libro: recensioni del libro sono uscite su Geo di ottobre, Repubblica, Repubblica web nella sezione viaggi nei mesi di agosto/settembre ora uscira’ una recensione su Qui touring, sul sole 24ore online, comunque se cercate Tommaso Galli Ladakh troverete tante belle cose….
Dove possono trovare qualche scatto fatto in Ladakh: Gli scatti del Ladakh sono sul prossimo sito www.tommasogalli.it e sul mio profilo su Facebook
Prossime mostre e appuntamenti: TUMA’S BOOK BAR Via dei sabelli 17 Roma GIOVEDI’ 30 OTTOBRE DALLE ORE 19:00 Ci sara’ la presentazione del libro
Come contattarti: le novita’ le trovate sul sito e sul Gruppo Realtripping di Facebook…. oppure la mia mail e’ tommasogalli@yahoo.it
Ultima domanda…. me la spedisci una copia ;) ?
Non te la spedisco…..te la porto…. Perche’ un genio come te lo devo vedere in faccia….. e poi voglio capire se siamo simili solo di nome……
L’intervista è finita, come esperimento a me è piaciuto, spero sia piaciuto anche ai miei lettori abituali, e a quelli nuovi (vi è piaciuta? iscrivetevi al feed rss!):)
Via, ora vado a cercare qualche altro TG, vista la quantità di omonimi posso farla diventare una rubrica mensile questa ;)
Anzi sei un TG e ti piace l’intervista? scrivi un commento che ne facciamo un’altra!
Recentemente sono finito in un gruppo Facebook nato quasi per caso (mi sembra di capire) che in pochi giorni ha avuto quasi 300 adesioni.
Il gruppo si chiama “SI, HO CERCATO ALMENO UNA VOLTA IL MIO NOME ED IL MIO COGNOME SU GOOGLE…“.
Mi ha fatto un pò sorridere come la maggior parte dei membri considerasse il “cercarsi” su google (Egosurfing) un vizio, una cosa da “esaltati”, quasi da vergognarsi un pò.
Premesso che è un discorso VEEEEEECCCHIOOOOOO e affrontato da decine di persone da svariati anni, ma visto che non ne ho mai parlato qui, chissene frega :)
Riporto solo un estratto di un paio di miei commenti :
Se posso permettermi parlare di EgoSurfing è estremamente riduttivo, detto cosi sembra quasi un “vizio” per egocentrici!
Io la vedo diversamente, saro “estremista” o forse è solo deformazione professionale, ma per me ogni persona “sana di mente” dovrebbe farlo con cadenza regolare. ;)
Esempio: se un potenziale datore di lavoro cercando il tuo nome (e lo cerca.. fidati che lo cerca… ;P) trova le foto del tuo ultimo viaggio ad amsterdam dove sei fuori come un terrazzo… beh, concorderai con me che stai influenzando il suo processo decisionale :)
Viceversa se trova quello che “tu” vuoi far passare di te, un blog personale o un sito, il tuo curriculum etc etc… il tipo di influenza che passa è diversa.
Come se ci pensi è ancora diverso se su di te non trova niente :)
Tutti abbiamo una reputazione online, una volta realizzato è banale cercarsi a ritmi “regolari” per controllare di far passare l’immagine di noi che ci interessa. Con il dilagare dell’utilizzo dei SN spesso si sottovaluta questo aspetto.
Pensa solo alle opinioni politiche, per quanto possa essere sbagliato influenzano in modo devastante l’opinione di una persona che non ti conosce può farsi su di te.
Anche solo partecipare con nome.cognome@mailqualsiasi.it ad una mailing list politica può farti apparire una persona diversa da quello che magari sei, sopratutto in corrispondenza di una lettura superficiale, e chi legge su internet lo fa solo in modo superficiale :)
Intendiamoci, se poi a uno (consapevolmente) non gliene frega niente buon per lui: il “sano di mente” era giusto una provocazione ;)
Feedback pls :)
Anzi confessatemi la vostra “media” di ricerche su google per il vostro nome :)
La mia “Cronologia web” segna che “tommaso galli” è la keyword più ricercata negli utlimi 2 anni.
Esagerato? :)
Dopo gli speech fatti allo IAB Forum 2007 io e Nicola parteciperemo al Globe ’08 (una delle più importanti fiere italiane sul mondo del turismo) con due speech sul monitoraggio della reputazione online.
Non come funziona l’accesso alla fiera (è una B2B), ma se qualcuno vorrà approfondire l’argomento lo speech sarà dalle 15 alle 16 del 13 Marzo nella Sala Europa alla nuova Fiera di Roma.
Parleremo di reputazione a 360° (Monitoring, Protection e Management) e, tra le altre cose, forniremo un piccolo How To progettato appositamente per i piccoli brand, per monitorare la reputazione di un brand online con strumenti gratuiti nel mercato Italiano.
Stay tuned :)
Avevo predetto che prima o poi quacluno si sarebbe mosso..
http://business.timesonline.co.uk/tol/business/industry_sectors/retailing/article3441589.ece
Anche se in termini diversi da quelli da me ipotizzati qualche settimana fa, un sindacato si sta muovendo per l’utilizzo di Internet in una protesta con un azienda.
Sulla falsa riga di un post di Napolux esterno una riflessione in realtà datata qualche settimana fa dopo aver incocciato davanti ad un Carrefour uno sciopero per il rinnovo del contratto del Commercio (volevo linkare qualcosa di decente, ma si trovano poche fonti..).
La domanda è semplice: cosa potrebbe succedere se a guidare un qualsiasi sciopero fosse un “esperto” di marketing digitale?
Se invece di andare davanti a fabbrica / negozio a fare picchetti a colleghi o clienti un centinaio di persone si mettesse davanti ad un pc con internet e facesse quello che gli dice una persona che ha un minimo di conoscienza dei meccanismi di ranking sui motori che danno potrebbe provocare al brand di un’azienda?
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