Archive for the 'Reputation Management' Category

Demagogia 2.0

Mi viene quasi da ridere a scrivere un post come questo ad paio di giorni di distanza alle mie critiche a Report.. ma come si dice quando ci vuole ci vuole ;)

Assisto con un po’ di sgomento al polverone delle ultime ore : Tutti vs Patrizia Pepe.

Riassunto della vicenda

Un’immagine del profilo facebook dell’azienda con una ragazza forse un po’ troppo magra (mah!); qualche critica su FB di alcuni utenti; risposte probabilmente un po troppo secche dal brand; qualche post su qualche forum di settore (web marketing) con segnalazione e implicito invito a nozze; qualche ora e tutto passa su twitter, sopratutto dopo la ripresa un po’ a gamba tesa di ninja, che ne fa un “case study”.

Una volta su twitter parte un vero e proprio “massacro” con un insolito botta e risposta dal Brand che decide in modo aperto e chiaro di rispondere punto per punto e soprattutto a tono ad ogni critica, usando un linguaggio forse discutibile, e che sicuramente non è facile trovare in una pagina istituzionale di brand.

Tralasciando da che parte stia la ragione, che non è oggetto di questo post, e tralasciando la gestione dell’account istituzionale su cui si è detto molto, forse anche a sproposito, vorrei fare qualche riflessione sul tema della demagogia sui social italiani e sui risvolti che può avere nella gestione della reputazione dei brand online.

Visto che lo faccio di mestiere mi perdoneranno le parti in causa (utenti e il brand) se prendo spunto da questa vicenda per questo post per analizzare il tipo di demagogia che quotidianamente “sopporto” prevalentemente su Facebook e Twitter.

Su Facebook personalmente vedo una demagogia dilagante ma tutto sommato innocua.

Se avete un profilo FB avrete diversi amici che postano quotidianamente link e frasi più o meno profonde, sagge, deprimenti, fighe etc… Il loro profilo FB è spesso specchio di quello che vorrebbero essere, non esiste però un secondo fine, semplicemente si proietta su FB un immagine diversa di noi stessi.

Scatenare su FB una protesta di massa anche per questo motivo è semplice, su fb è facile prendere posizione sopratutto su temi caldi (in questo caso l’anoressia) anche per il semplice desiderio di mostrare il nostro pernsiero a riguardo, e dire una cosa anche forte costa un click e pochi secondi, poi si chiude e non siamo tenuti ne a rispondere ne a risponderne, ne a dimostrare con i fatti come effettivamente la pensiamo sull’argomento.

Non dimentichiamo poi che soprattutto per chi ha scoperto le conversazioni online solo con facebook,  finire in trolling e flame infiniti è un attimo; la netiquette è un concetto ormai in disuso, ed è difficile resistere al massacro di massa, anche perchè non esiste moderazione una riconosciuta da tutti, ma solo una censura patita poco da molti.

Su Twitter (lasciatemela identificare per un attimo come la patria degli utenti “PRO”) la demagogia ha una veste diversa, e personalmente la vedo quasi sempre associata al #FAIL quando va bene al RT di #FAIL quando va male.

Il “FAIL Facile” è diventato il nuovo modo con cui i social media something italiani si autoproclamano tali, si sentono “ganzi” diremmo dalle mie parti, è il modo con cui i Guru diventano tali e trovano adepti, è il modo con cui gli aspiranti specialisti di SMM creano visibilità e autorità intorno al loro profilo.

Ti piace vincere facile? recita la pubblicità del gratta e vinci?

Ecco penso che certe rivolte di massa come quella che leggo adesso contro il brand PatriziaPepe (e anche parte dei commenti a Report di ieri, anche se il tema è decisamente diverso e anche la dinamica con cui si è propagata la discussione) siano realmente al limite del trolling. Questo anche se la gestione del canale da parte del brand (tipicamente ti aspetteresti un comunicato stampa non un botta e risposta con toni molto duri a mezzanotte e passa!) con forse un briciolo di ingenuità o forse un idea chiara e un po’ spregiudicata delle dinamiche della comunicazione online, non fa che alimentare la cosa, anche se probabilmente è anche un modo per definire chiaramente la posizione del marchio sulla faccenda.

Il problema, sopratutto degli operatori, è che si da per scontato che qualsiasi cosa un brand decide di fare su internet diventa immediatamente vivisezionabile e attaccabile da tutti i punti di vista, in pubblico e possibilmente in massa.

Credo sia una pratica scorretta ed evitabile che sicuramente non fa bene al settore sopratutto se “coordinata” da interventi incalzanti di vari operatori del settore che poi con i brand italiani ci mangiano.

Stiamo parlando delgli stessi operatori che incontri in giro e si lamentano che i brand italiani non si aprono al social media marketing.

Se un azienda scende “in piazza” deve evidentemente mettere in conto cose di questo tipo, ma da utenti, e soprattutto da professionisti del settore, ha senso partire alla carica e giocare ad un massacro “facile”?

E ci sono differenze nette con il caso di Report di ieri, perché se li mondo dei Social italiani è stato toccato sul vivo, questa volta il processo è totalmente diverso e guidato solo ed esclusivamente dalla voglia di partecipare ad una critica di massa, senza motivazioni dirette di nessun altro tipo.

Mi spiego: se a muoversi fosse stata un gruppo di persone coinvolte sul tema (anoressia) sarebbe stato diverso, ma qui si parla solo di operatori.. ma che senso ha?

Sicuramente la vicenda non finisce qui, mi aspetto di trovarla citata in presentazioni e convegni sul tema (e probabilmente non è neanche sbagliato), ed è probabile che venga portata come case di gestione del branding negativa (certi commenti sono oggettivamente un po’ oltre le righe, anche se quasi sempre in corrispondenza di messaggi altrettanto forti).

Resta il fatto che gli stessi utenti che comodamente criticano ogni virgola della comunicazione dei brand online vorrei vederli a mezzanotte e un quarto dietro una scrivania a gestire centinaia di tweet di insulti, magari un capo inferocito e il lavoro di tutti i giorni da portare avanti. Allora si che ci sarebbe da ridere ;)

La verità è che buona parte delle critiche arrivano da chi sa tanta teoria… e poca poca pratica!

Se si avesse vagamente presente la fatica che un marketing manager deve fare per portare un brand sul social, per convincere un top manager che lo scambio con gli utenti è un qualcosa di positivo, e che il web non è una giungla senza controllo o un mare pieno di squali, forse vicende come questa non esisterebbero.

NB: mi metto volentieri in mezzo agli operatori dal FAIL facile, probabilmente se scavo tra i miei tweet ce ne sono di fail o RT fail, la mia provocazione parte da una presa di consapevolezza del problema e dalla volontà di usare il mezzo in modo sempre più corretto costruttivo.

Aggiornamento

Alla fine c’è stato una giusta ammissione di colpa da parte del brand per i toni usati, ecco la comunicazione ufficiale sul blog aziendale: http://patriziape.pe/gvpsCJ

AAA Cercasi Analista (web!)

Segnalo rapidamente che in Intarget Intelligence cerchiamo un Web Analist per la sede di Pisa, con almeno 2 anni di esperienza nel mondo del web marketing, preferibilmente orientata al lavoro di analisi.

Quindi esperienza e passione in Web Analytics (sopratutto se siete certificati in un piattaforma PRO, Omniture, Webtrends etc..), A/B Test e multivariati, monitoring dei social media, analisi ricerche di mercato e in genere tutto quello che concerne Numeri e Web :)

Se ti interessa leggi quà!

La toscana fa il pieno di WEB

Un mese importante per WEB & Toscana, prima il BTO all’Elba, venerdì scorso il PMI Camp a Siena (ringrazio Giuseppe e Jacopo per l’invito!) e a fine mese il ToscanaLab a Firenze.

Il BTO l’ho perso, al PMI CAMP avevo un intervento, e al Toscanalab non so ancora se avrò la possiblità di andare.

In ogni caso ecco le slide del mio intervento a Siena venerdì, forse ci vediamo in giro.. ? :)

Raiperunanotte LIVE : primo vero esperimento di Social TV?

Non so se state seguendo http://live.raiperunanotte.it/

E’ bellissimo vedere come la tv veramente trasportata su Internet e in un contesto “social” con commenti (urla) li live (stanno massacrando Morgan..) diventa tutta un altra cosa.

Non possono mandare la pubblicità, non possono smettere di parlare della cosa, NON POSSONO “controllare” la comunicazione che si genera. Se Santoro non li “convince” a stare zitti… la gente continua ad urlare.

E’ quello che succede normalmente su internet, ma con il potere comunicativo della “tv” (in questo momento 120.000 live streaming..) anche perchè a loro sembra di stare in TV.

Ecco questo rende tutto decisamente più godibile.

3,2,1 Buzz!

Così, un 9 febbraio qualunque, arriva Google Buzz..

Voi che ne pensate…? Non mi dilungo qui, visto che ho appena scritto un post sul blog d’agenzia, e che l’ho scritto li che altrimenti Nicola mi licenzia, mi limito a mettere i primi 5 aggettivi che mi vengono in mente così di getto:

  • Figo
  • Caotico
  • Divertente
  • Embrionale
  • Subdolo

E la vostra top five qual’è?

SEO : Cartomante del web o Maestro Sith..?

Ck mi diceva sempre che di mesterie facevo il “cartomante del web” ;)

Con oltre 4 mesi di ritardo (iniziate ad intuire perchè questo blog ha 4 post in 9 mesi..?) prendo spunto da una discussione su html.itmaledetti SEO“,  letta qui, che a sua volta riprende un articolo di non so chi non mi interessa.

Il sunto è i consigli seo sono tutti banali, roba che un Webmaster dovrebbe saper fare, quel che conta è l’idea..

Quindi i SEO chi sono..?

Inutile gentaglia che non esisterebbe se i Webmaster sapessero fare il loro lavoro… o Maestri Sith in grado di compiere mirabolanti e losche imprese attraverso l’utilizzo del Lato Oscuro…?

I SEO non dovrebbero fare ottimizzazione del codice, su questo sono d’accordo, e prima o poi succederà… ma questo non fa sparire una figura del genere..

Si fa presto a controllare.. i blog wordpress nascono tutti “seo” oriented, ma ognuno di loro gode di visibilità diversa, ci sarà un perchè no..?

Se anche tutti i siti del mondo fossero “search engine friendly” ci vorrebbe qualcuno che fa emergere dalla giungla un sito piuttosto che un altro basandosi su fattori diversi.. (che è quello che succede sulle SERP più competitive).

Senza pensare che la parte difficile del lavoro è capire “come” e “cosa” cercano gli utenti.. anche quello volete far fare ad i WM?

C’è chi sostiene poi che una killer app può non avere bisogno di seo.. ma è così vero..?

Cosa sarebbe Ebay se non fosse posizionato con su ogni SERP..? e  Ciao.it..?

Ovvio che l’idea serve sopratutto in startup, ma poi serve anche la benzina :D

Facebook stesso che forse più ogni altra cosa basa tutto sul brand fa SEO sui nomi, idem per Twitter.. è folle pensare di fare senza.

Poi il modo di cercare degli utenti è in continua evoluzione, la ricerca è sempre più naturale ed evoluta… quello che oggi facciamo ad un Title un domani dovremmo farlo chissà a che tipo di contenuto…

Di SEO che manterrano questa impostazione, questa curiosità, che sapranno evolvere… ce ne sarà sempre bisogno.

Detto questo.. è un lavoraccio..! menomale oggi faccio l’analista. :)

Voi sarete anche Sith.. ma noi siamo Jedi!

Sentiment o Reputazione?

Vi allego le slide del mio intervento al toscanalab :)

So che scrivo veramente pochissimo ultimamente, ma tra poco capirete il perchè…

By the way, domani mi sposo.. ci vediamo dopo metà ottobre con un pò di novità :)

stay tuned :)

Intervento BTO Light 2009

Ecco le Slide del mio intervento:

Doppia soddisfazione:

1) fare questo intervento dopo due ore di Expedia
2) mettere in un mio speech la slide numero 36 ;) (e vedere qualcuno che ride :P)

Ringrazio i presenti (eccone uno)… alla prossima :)

BTO Light – 7 Aprile 2009

Domani  Sarò presente al BTO con un intervento sulla Strategia per la gestione di un Brand Online.

Comunicato stringatissimo, lo so… mi sono IMPOSTO di farlo ma non posso prolungarmi troppo…

So che c’è già qualcuno in zona, e farò in modo di beccarlo, per gli altri fermatemi (io faccio fatica a riconoscere gli avatar), o scrivete qui :)

WAS 2009: Milano 17 e 18 Marzo

Chi segue questo blog avrà notato un DRASTICO calo dei post.. purtroppo (e menomale!) il lavoro è veramente tanto e il tempo per aggiornarlo è difficile da trovare..

Questo post però ci vuole, si parla dello WAS primo convegno italiano dedicato alla web Analytics.

Una due giorni particolare, ricorda per certi versi il SES 2007 (anche se con un improntra decisamente meno “commerciale”): alcuni interventi interessanti, un keynote di altissimo livello, al SES c’era Jeff Revoy, VP di Yahoo! Social al WAS quello  di Eric T. Peterson, Guru di fama mondiale, e autore di Web Analytics Demystified. (fantastico intervento!).. E per il resto?

Beh, di per se gli interventi potevano essere decisamente interessanti, per un pubblico di Marketing Manager, il problema è che, salvo alcune importanti eccezioni, una bella fetta del pubblico era composto da “gente del settore”.

Per come la vedo io il problema è uno solo, e in questo sono d’accordo con Alessio

Gli eventi di formazione non dovrebbero essere a pagamento.

Non in questo momento, non eventi così importanti. Ovviamente parlo di un entrata libera solo per prospect e clienti :)

Anche se il rischio è quello della svalutazione delle informazioni, dobbiamo investire sulle conoscenze dei nostri clienti, l’unico modo per far crescere il mercato è far si che chi prende decisioni sui budget sia PERFETTAMENTE a conoscenza delle potenzialità del nostro lavoro.

E chi fa questo lavoro lo sa bene, su un progetto standard sono quasi di più le ore spese a fare formazione ed evangelizzare che quelle operative ;)

Sono invece decisamente d’accordo nel far pagare la fee di ingresso (anche più alta?) alle agenzie che sfruttano questi eventi per formazione, confronto e anche opportunità commerciale.

Per me ha perfettamente senso pagare per andare a vedere Peterson, stringere relazioni e fare scambi di idee con alcuni mieicolleghidi altre agenzie (o per mangiare messicano! :P); ma per un marketing manager, nonostante l’investimento sia relativamente piccolo non è una scelta banale, soprattutto con i venti che tirano… E’ uno sbarramento forse controproducente.

Ovvio che si fa presto a dirsi, ed è decisamente difficile a farsi ;)

Non è banale organizzare un evento come la 2 giorni appena passata, è quindi dovere fare i complimenti a chi, in primis iMetrix, ha organizzato l’evento, impeccabile in termini di efficienza, puntualità e organizzazione interna, su una location bella e comoda.

Peccato solo non aver avuto l’affluenza che invece potevano meritare gli interventi proposti.

Non rimane che aspettare la prossima edizione, alla quale sicuramente parteciperò :)

Vi lascio con una foto “interessante” fatta durante il keynote di Eric T. Peterson :)

La qualità è pessima, ma il messaggio è chiaro.

LA WA può  realmente far fare il salto di qualità, ma non lasciatevi ingannare da chi vi promette che “basta installare google analytics”….. è un lavoro estremamente complesso, che va affidato a professionisti :)

Presto un post sull’analisi delle performance cosi da riportarvi anche alcuni spunti interessanti emersi durante questi keynote.. presto si fa per dire, siamo ancora allo stadio “sarebbe interessante fare un post su..” ;)

Vuoi avere qualche altra informazione per una consulenza di web analytics?

Messaggio Subliminale 1: Il post, salvo qualche piccola revisione, è identico a quello scritto allo WAS… ;)
Messaggio Subliminale 2: Treno Perso.
re_("8j67p-y4d5uv6827"); //]]>