Archive for the 'Reputation Management' Category

SEO : Cartomante del web o Maestro Sith..?

Ck mi diceva sempre che di mesterie facevo il “cartomante del web” ;)

Con oltre 4 mesi di ritardo (iniziate ad intuire perchè questo blog ha 4 post in 9 mesi..?) prendo spunto da una discussione su html.itmaledetti SEO“,  letta qui, che a sua volta riprende un articolo di non so chi non mi interessa.

Il sunto è i consigli seo sono tutti banali, roba che un Webmaster dovrebbe saper fare, quel che conta è l’idea..

Quindi i SEO chi sono..?

Inutile gentaglia che non esisterebbe se i Webmaster sapessero fare il loro lavoro… o Maestri Sith in grado di compiere mirabolanti e losche imprese attraverso l’utilizzo del Lato Oscuro…?

I SEO non dovrebbero fare ottimizzazione del codice, su questo sono d’accordo, e prima o poi succederà… ma questo non fa sparire una figura del genere..

Si fa presto a controllare.. i blog wordpress nascono tutti “seo” oriented, ma ognuno di loro gode di visibilità diversa, ci sarà un perchè no..?

Se anche tutti i siti del mondo fossero “search engine friendly” ci vorrebbe qualcuno che fa emergere dalla giungla un sito piuttosto che un altro basandosi su fattori diversi.. (che è quello che succede sulle SERP più competitive).

Senza pensare che la parte difficile del lavoro è capire “come” e “cosa” cercano gli utenti.. anche quello volete far fare ad i WM?

C’è chi sostiene poi che una killer app può non avere bisogno di seo.. ma è così vero..?

Cosa sarebbe Ebay se non fosse posizionato con su ogni SERP..? e  Ciao.it..?

Ovvio che l’idea serve sopratutto in startup, ma poi serve anche la benzina :D

Facebook stesso che forse più ogni altra cosa basa tutto sul brand fa SEO sui nomi, idem per Twitter.. è folle pensare di fare senza.

Poi il modo di cercare degli utenti è in continua evoluzione, la ricerca è sempre più naturale ed evoluta… quello che oggi facciamo ad un Title un domani dovremmo farlo chissà a che tipo di contenuto…

Di SEO che manterrano questa impostazione, questa curiosità, che sapranno evolvere… ce ne sarà sempre bisogno.

Detto questo.. è un lavoraccio..! menomale oggi faccio l’analista. :)

Voi sarete anche Sith.. ma noi siamo Jedi!

Sentiment o Reputazione?

Vi allego le slide del mio intervento al toscanalab :)

So che scrivo veramente pochissimo ultimamente, ma tra poco capirete il perchè…

By the way, domani mi sposo.. ci vediamo dopo metà ottobre con un pò di novità :)

stay tuned :)

Intervento BTO Light 2009

Ecco le Slide del mio intervento:

Doppia soddisfazione:

1) fare questo intervento dopo due ore di Expedia
2) mettere in un mio speech la slide numero 36 ;) (e vedere qualcuno che ride :P)

Ringrazio i presenti (eccone uno)… alla prossima :)

BTO Light – 7 Aprile 2009

Domani  Sarò presente al BTO con un intervento sulla Strategia per la gestione di un Brand Online.

Comunicato stringatissimo, lo so… mi sono IMPOSTO di farlo ma non posso prolungarmi troppo…

So che c’è già qualcuno in zona, e farò in modo di beccarlo, per gli altri fermatemi (io faccio fatica a riconoscere gli avatar), o scrivete qui :)

WAS 2009: Milano 17 e 18 Marzo

Chi segue questo blog avrà notato un DRASTICO calo dei post.. purtroppo (e menomale!) il lavoro è veramente tanto e il tempo per aggiornarlo è difficile da trovare..

Questo post però ci vuole, si parla dello WAS primo convegno italiano dedicato alla web Analytics.

Una due giorni particolare, ricorda per certi versi il SES 2007 (anche se con un improntra decisamente meno “commerciale”): alcuni interventi interessanti, un keynote di altissimo livello, al SES c’era Jeff Revoy, VP di Yahoo! Social al WAS quello  di Eric T. Peterson, Guru di fama mondiale, e autore di Web Analytics Demystified. (fantastico intervento!).. E per il resto?

Beh, di per se gli interventi potevano essere decisamente interessanti, per un pubblico di Marketing Manager, il problema è che, salvo alcune importanti eccezioni, una bella fetta del pubblico era composto da “gente del settore”.

Per come la vedo io il problema è uno solo, e in questo sono d’accordo con Alessio

Gli eventi di formazione non dovrebbero essere a pagamento.

Non in questo momento, non eventi così importanti. Ovviamente parlo di un entrata libera solo per prospect e clienti :)

Anche se il rischio è quello della svalutazione delle informazioni, dobbiamo investire sulle conoscenze dei nostri clienti, l’unico modo per far crescere il mercato è far si che chi prende decisioni sui budget sia PERFETTAMENTE a conoscenza delle potenzialità del nostro lavoro.

E chi fa questo lavoro lo sa bene, su un progetto standard sono quasi di più le ore spese a fare formazione ed evangelizzare che quelle operative ;)

Sono invece decisamente d’accordo nel far pagare la fee di ingresso (anche più alta?) alle agenzie che sfruttano questi eventi per formazione, confronto e anche opportunità commerciale.

Per me ha perfettamente senso pagare per andare a vedere Peterson, stringere relazioni e fare scambi di idee con alcuni mieicolleghidi altre agenzie (o per mangiare messicano! :P); ma per un marketing manager, nonostante l’investimento sia relativamente piccolo non è una scelta banale, soprattutto con i venti che tirano… E’ uno sbarramento forse controproducente.

Ovvio che si fa presto a dirsi, ed è decisamente difficile a farsi ;)

Non è banale organizzare un evento come la 2 giorni appena passata, è quindi dovere fare i complimenti a chi, in primis iMetrix, ha organizzato l’evento, impeccabile in termini di efficienza, puntualità e organizzazione interna, su una location bella e comoda.

Peccato solo non aver avuto l’affluenza che invece potevano meritare gli interventi proposti.

Non rimane che aspettare la prossima edizione, alla quale sicuramente parteciperò :)

Vi lascio con una foto “interessante” fatta durante il keynote di Eric T. Peterson :)

La qualità è pessima, ma il messaggio è chiaro.

LA WA può  realmente far fare il salto di qualità, ma non lasciatevi ingannare da chi vi promette che “basta installare google analytics”….. è un lavoro estremamente complesso, che va affidato a professionisti :)

Presto un post sull’analisi delle performance cosi da riportarvi anche alcuni spunti interessanti emersi durante questi keynote.. presto si fa per dire, siamo ancora allo stadio “sarebbe interessante fare un post su..” ;)

Vuoi avere qualche altra informazione per una consulenza di web analytics?

Messaggio Subliminale 1: Il post, salvo qualche piccola revisione, è identico a quello scritto allo WAS… ;)
Messaggio Subliminale 2: Treno Perso.

Social Media Revolt: gestire un attacco di MASSA al brand.

Prendo spunto da un post di Muhammad Saleem su mashable per la gestione di situazioni di forte crisi che sfociano in veri e propri attacchi di massa attraverso l’utilizzo social network.

Post su Digg (o su okno), nascita di decine di gruppi su Facebook, thread infiniti su forum.. come si gestiscono situazioni di questo tipo? e soprattutto come si può prevenire la cosa?

Come un problema diventa una crisi?

Partiamo con l’analizzare perchè si arriva ad una”Grossa Crisi”!

I problemi che generano crisi di alto livello non possono quasi mai essere previsti, quello che si può fare però è impostare una comunicazione continua e diretta con i propri utenti in modo da gestire preventivamente ogni tipo di situazione.

Per prima cosa, in funzione di cambiamenti di servizi, attività, prodotti, policy è fondamentale aprire subito un canale di comunicazione diretto con l’utente (comunicato stampa, post su blog aziendale etc..), in modo da dare subito una spiegazione alle domande che l’utente potrebbe porsi e potrebbe andare a chiedere su altre fonti di informazione.

Dovete dire la vostra prima che siano gli altri a “dedurre” il perchè delle vostre scelte.

Anche il problema più grande se gestito con intelligenza può evitare di scatenare una “crisi”.

Il primo consiglio è quindi comunicare sempre e in modo chiaro e pulito.

Come prevenire una crisi?

La chiave è l’ascolto. I problemi non possono essere “previsti” le crisi quasi sempre si, perchè si manifestano con la nascita di un problema.

Quasi tutte le situazioni di crisi nascono da iniziative di un singolo, la fase di ascolto diretto è fondamentale per individuare questo tipo di commenti potenzialmente pericolosi in tempo, per attuare subito un’attività di management.

Ogni citazione va analizzata secondo un modello che ne definisca il possibile “rischio” associato alla sua diffusione, profilazione e visibilità.

Ok, sono arrivato tardi, cosa posso fare?

Reputation Jedy

Anche in questo caso la risposta è “banale”: comunicare, sempre. Anche se non si ha niente da dire.

Gli utenti percepiscono la comunicazione dell’azienda in modo positivo, anche solo per il semplice fatto che sanno di essere ascoltati.

Partite dall’assunto che se centinaia o migliaia di persone si lamentano sarà successo un qualcosa di sbagliato nei loro confronti, almeno dal loro punto di vista.

Dovete far capire al vostro target che la loro opinione è per voi fondamentale, ringraziate gli utenti per il feedback anche se vi stanno massacrando.

Ci sono aziende che comprano sondaggi per capire come va un prodotto, gli utenti su internet vi danno un feedback gratis, anche se negativo rispondere e ringraziare per i commenti mi sembra il minimo in situazioni di questo tipo.

Ammette sempre i vostri errori e cercate di porvi rimedio. Potete trasformare una situazione di attacco in un attività a vostro vantaggio con una spesa sicuramente minore rispetto ad una qualsiasi azione legale.

Se risolvete un problema segnalato dagli utenti … DITELO!

Quante volte le aziende usano strumenti di analisi del sentiment per risolvere problemi senza preoccuparsi di quello che è rimasto scritto in rete?

Comunicate sullo stesso media dell’utente, perchè lui è li che cercherà una risposta, se potete oltre ad un comunicato stampa cercate le varie cose sparse in rete, e segnalate un eventuale risposta ufficiale, in modo educato e riconoscente ovunque si parli male di voi.

Be FAST

Siate velocissimi!

La rete, la blogsfera e gli utenti non aspettano voi!

Siti come Oknotizie vengono letti da migliaia di persone più volte il giorno, un gruppo Facebook può fare migliaia di iscritti in poche ore.

Non potete aspettare un paio di giorni prima di rispondere, per gestire la cosa ci vogliono ben altre tempistiche.

Ovviamente se non volete rompervi le scatole rivolgetevi a dei professionisti ;)

Ovviamente non è tutto così semplice…

Sono attività che funzionano bene solo se gestite in modo specifico con un attività di monitoraggio istantaneo e continuativo: gestire  situazioni vecchie di qualche settimana magari già compromesse da azioni di reputation management totalmente errate (chi si ricorda Mosaico Arredamenti?) o basate su errori “irrecuperabili”, è quasi impossibile.

Analisi del Sentiment o Reputation Management?

User Genrated ContentPrendo spunto da un ottimo articolo di Fabio Sutto per esternare alcune considerazioni  su due aspetti spesso confusi quando si parla di Reputazione Online:

- Analisi del Sentiment Online

- Monitoraggio e gestione della propria Reputazione Online

In Intarget.Net gestiamo entrambe le operazioni, vediamo le differenze principali tra queste due attività.

Analisi del Sentiment

love Per Analisi del Sentiment si intende solitamente un analisi, PASSIVA di solo “Ascolto”, volta a catturare più informazioni possibili per creare uno schema che fotografi il più dettagliatamente possibile il pensiero degli utenti suddiviso per brand e categorie.

Può essere effettuato manualmente tramite l’intervento di un utente che cataloghi il tutto o automaticamente con sistemi in grado di estrarre delle “valutazioni” più o meno precise mediante un Analisi Semantica di un testo.

I migliori usano tecniche che vengono direttamente dal mondo OSINT.

Questi sistemi operano attraverso una serie di algoritmi e attraverso un analisi semantica del testo sono in grado di categorizzare un testo (assegnare un testo ad una categoria predeterminata) capire automaticamente di cosa si parla (clusterizzazione) o fornire una valutazione “positiva” / “negativa” (è in realtà un applicazione derivata dall’applicazione di altre tecnologie questa, può essere fatta con un analisi semantica o con uno schema probabilitistico).

Con un analisi di questo tipo, manuale o automatica si può avere una buona fotografia della percezione dei nostri brand online, individuare problemi comuni a più utenti (es. un una casa automobilistica scopre che certo modello di auto perde olio dopo i 45000 km).

Quanto la foto è messa “a fuoco” dipende dal numero e dalla tipologia delle fonti, e dal tipo di analisi, quelle manuali ovviamente sono più precise, anche se estremamente “costose”.

Azione

La fase di azione in un analisi del sentiment è prevalentemente OFFLINE.

Riprendiamo l’esempio precedente, ipotizziamo che una certa casa automobilistica attraverso un analisi del sentiment capisca che un certo modello perde olio dopo i 45000 km. (Magari il problema è affrontato in vari forum specialistici)

Una tipica azione successiva all’analisi del sentiment è il risolvere il problema dal punto di vista tecnico, direttamente alla radice.

Spesso le aziende non pensano che senza un altra azione che spieghi agli utenti che il problema è stato valutato, analizzato e risolto, la cattiva reputazione rimane: per chi legge online i problemi continuano ad esistere anche se in realtà sono risolti ;)

Reputation Monitoring e Management

Il Management della reputazione online non ha niente a che fare con questo tipo di analisi.

Un azione di Reputation Management è un azione ATTIVA, atta a (copy by sbranex) monitorare e se necessario influenzare il processo decisionale di un gruppo di utenti.

Un azione di reputation management sul web è infatti incentrata sul rapporto che c’è tra la visibilità sui MDR, l’effettiva ricettività della fonte dove si trova una citazione online e il danno/beneficio che questa può apportare al brand che prende in considerazione.

E’ un lavoro da Reputation Jedi ;)

Un’azione di Reputation Management può mostrare anche il sentiment percepito ma nasce con altri presupposti.

Una citazione totalmente invisibile a utenti e motori non interessa in un azione di reputation management o monitoring, mentre è comunque fondamentale per l’analisi del sentiment.

Non si tratta semplicemente di vedere se il sito dove leggiamo la citazione è “affidabile” o “famoso”, dobbiamo fare un passo avanti, cercare di capire quanto può influenzare gli utenti che cercano informazioni su quel brand.

E per passo avanti non parlo sicuramente di mostrare il “pagerank” della pagina e del sito……..

Alcuni degli elementi che dobbiamo controllare sono :

Posizionamento sul Campo semantico della citazione

E’ evidente che se cercando il brand la citazione è tra le prime posizioni un eventuale intervento di brand cleaning o gestione diventa fondamentale, sopratutto con keyword dai volume di ricerca alti.

Dobbiamo quindi comparare i volumi di ricerca, il CTR medio per posizione (vedi Social Media Interference), per capire effettivamente quanto danno/beneficio sta facendo a chi ricerca attraverso i MDR.

Valutazione SEO della Citazione

La citazione non è visibile… Valutiamo il codice… Potrebbe diventarlo? Con che Tempistiche ? su che Keyword? (e poi monitorare…)

Visistatori Medi della fonte

Anche in questo caso prima di intervenire è necessario capire il numero di visitatori che potrebbero aver visto quella citazione, numerosi i tool a darci una mano in questa fase, Trends 4 Website, AdPlanner, in primis, poi comparazioni varie tra siti dei quali abbiamo risultati, analisi del posizionamento sulle kw più rilevanti per la fonte e analisi del codice alla ricerca di stats code nascosti.

Profilazione della fonte rispetto al campo semantico

La fonte che leggiamo indipendentemente da Ranking e Accessi quanto è “profilata” ? E’ possibile che a scrivere sia qualcuno che influenzi poi altre persone che hanno accesso ad un pubblico più alto? Prestare quindi molta attenzione a giornalisti specalizzati per l’area semantica specifica, spesso incocciati in SERP con blog da poche decine di visite il giorno. Visite estremamente pericolose però ;)

Trust e Profilazione degli utenti rispetto al campo semantico

Ovvero indipendentemente da quanti sono, quanto sono “profilati” gli utenti di quella fonte? Pensiamo a  forum specializzati in località turistiche specifiche molto piccole o verticali. Se la profilazione è altissima il monitoring deve essere costante su quella fonte.

Azione

Solo dopo aver fatto uno studio di questo tipo è possibile pianificare una strategia di intervento ONLINE che varia proprio in base ai parametri rilevati:

  • Una citazione molto visibile richiede un intervento di Brand Cleaning in SERP, ovvero si fa scendere la citazione per le keyword che ci interessano
  • Una citazione con alta distribuzione richiede un intervento diretto, spesso direttamente sulla fonte se possibile, ben ponderato e pensato però, non si deve rischiare di creare “focolai” molto pericolosi
  • Una citazione su una fonte con utenti altamenti profilati potrebbe richiedere anche del Ghost Writing, azione che più di tutte le altre va pianificata addirittura precedentemnte all’intervento. Se si vuole fare GW dobbiamo “preventivarlo” e creare una vita a tutti i nostri account, solo se degni di un pò di trust si può intervenire. E’ anche possibile intervenire in modo diretto, spesso le piccole community apprezzano questo tipo di interventi perchè è un apertura dell’azienda nei confronti dell’utente, ovvio che va veicolato in modo corretto.

Consigli

  • Usate la Forza! ;)
  • Non affidatevi ad un analisi del Sentiment per proteggere la vostra reputazione online, sarebbe totalmente inappropriata e dispersiva;
  • Monitorare ovunque (usate google), e non solo su siti specifici;
  • Monitorare certi siti con un dettaglio maggiore;
  • Tentate di riportare il tutto in RSS (Conoscete Yahoo Pipes?) e monitorare la reputazione con base giornaliera;
  • MAI INTERVENIRE A CALDO!
  • MAI MAI MAI INTERVENIRE A CALDO ! :)
  • Se il problema è serio affidatevi a dei professionisti ;)

Quindi?

Quindi Offline la vostra reputazione dipende da “quanti” parlano bene o male di voi, un analisi del Sentiment è in questo caso sufficiente ad individuare tutto quello di cui abbiamo bisogno per gestire la reputazione del nostro brand che spesso dipende proprio dalle masse, o comunque da interventi “di spicco” facilmente rilevabili e monitorabili.

Online no! :)

Online un solo commento, “ben assestato” può creare enormi danni, non è la quantità, ma la tipologia che conta. Avete un azienda e volete approfondire? Prego :)

Non era una Katana! Esempio di Reputation Management

EDIT:
Mi accorgo solo adesso che l’articolo è in realtà di Stefano Brogi, il faccione in home e il dominio mi hanno fatto saltare il “check” sull’autore ;)

Allora ripropongo la domanda: a quando una bella top 10? ;)

Post Originale:

Navigando qua e la mi sono in battuto nel blog di Daniele Bogiatto (che colgo l’occasione di salutare!), “superesperto ebay” che ho avuto il piacere di ascoltare al convegno GT, per il suo interessante intervento sul posizionamento per ebay.

Occupandomi di management della reputazione onlinenon posso non mostrare questa perla di saggezza che Daniele ha pescato tra i feedback ebay:

Un uomo un mito! :)

Adesso Daniele vogliamo vedere tutta la top ten :)

Google testa sul larga scala gli UGC anche nelle SERP

Uno screenshot vale più di mille parole :)

Questo è quello che mi sono trovato davanti oggi, ad una ricerca su Google.com in inglese, questo tipo di SERP viene mostrata solo se sono loggato.

Ne parlavo circa un anno fa qui e qui quando era un esperimento chiuso a pochi “eletti”.

Prima di abilitare il tutto Google ci informa che i commenti sono pubblici e saranno visualizzati anche agli altri utenti scelti per l’esperimento.

Per concludere riporto un pezzettino del mio commento alla news dell’anno scorso fatto proprio su Seonida:

Pensiamo però al valore che un dato di questo tipo potrebbe avere se usato per fare data mining, proprio perchè dichiaratamente chiuso alle SERP (nda: Google ha dichiarato che non influenza le serp degli altri utenti.).

Ipotizziamo di utilizzarlo per un paio di anni, dimostrando alla comunità seo che non ha effetto sulle serp e raccogliere le “preferenze” degli utenti. Preferenze “vere”.

Se tutti lo usassero per migliorare la loro esperienza di ricerca sui motori Google potrebbe usare questi dati per tentare di “estrapolare” fattori comuni tra siti “preferiti” tra gli utenti.

Faccio qualche esempio stupido : quantità di testo in rapporto alla pagina, utilizzo di foto più o meno grandi, freschezza delle notizie, frequenza di aggiornamento etc..

Non applicare quindi alle SERP dei modificatori sulla base di chi è votato, a ma sulla base di perchè è votato.

Sempre la solita cosa, tentare di formalizzare i comportamenti che portano un utente ad una scelta e applicarli in modo algoritmico.

La cosa differente rispetto alla news dello scorso anno è che sembra che tutti gli utenti loggati vedano questa modifica! O che comunque il test sia su larga scala.

Non resta che studiare adesso l’impatto che potrà avere sulle problematiche relative alla gestione della reputazione online!

PS: queste sono le cose che mi fanno adorare questo lavoro ;)

IAB Forum 2008: Noi ci saremo, e tu?

Mercoledi e Giovedi 5 e 6 Novembre presso il MIC si terrà l’edizione Milanese 2008 dello IAB Forum.

Anche quest’anno come l’anno scorso Intarget.Net sarà presente con due speech all’interno del workshop sul Search Marketing, tenuti da me e Nicola Tanzini.

Gli speech (dovrebbero iniziare intorno alle 16/16.30) verteranno sull’influenza degli User Generated Content, sempre più presenti in SERP, sulla User Experience dell’utente.

Nello speech di Nicola cercheremo di capire perchè questo avviene e come poter sfruttare la cosa a nostro favore.

Nel mio speech presenteremo invece una metodologia per misurare il grado di interferenza degli UGC al variare dei contesti semantici di riferimento, fornendo le basi per vari tipi di intervento.

Che dire, aspetto tutti allo IAB, anche quelli che l’anno scorso non sono riuscito a salutare o conoscere di persona :)

PS: Io parto con il Firenze-Milano il 5 mattina, treno delle 7, arrivo a Milano alle 10 se qualcuno che legge fa il mio stesso viaggio commenti che magari ci organizziamo :)

PS2: Quasi dimenticavo… Oltre ad un nuovo fighissimo gadget quest’anno al nostro stand sarà possibile giocare per aggiudicarsi dei premi veramente cool, non li ricordo tutti, tra i più interessanti mi ricordo questi messi in palio da alcuni nostri clienti:

Asteclick: – 1 Wii + Wii Fit
PureSport: – 3 turni da 2 giri ciascuno in Hot Lap a Monza
Gnv:  Genova-Barcellona A/R per due persone + auto/moto
Onemhotel: 1 notte nella suite presidenziale

Mica male no ? ;)