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Ma quanti IAB Forum esistono?

E’ dal mio primo anno in Intarget (2007) che partecipo allo IAB Forum di Ottobre/Novembre… 5 anni, 5 IAB, tanti cambiamenti, anche se qualcuno dice non abbastanza.

La verità è che con il crescere dell’attenzione verso l’evento, nella ricerca di essere sempre più “mainstream” la quantità di tipologie differenti di possibili partecipanti aumenta ogni anno.

Mi è capitato in quest’ultima due giorni di confrontarmi con diverse persone che si lamentavano della qualità di questo o quello speech, e anche di leggere qualche articolo un po’ polemico sull’evento.

Visto che ho 2h di treno (nda: post scritto ieri sul milano-firenze) e mi annoio provo a darvi la mia opinione su cos’è IAB Forum, e sul perchè è difficile accontentare tutti.

Vediamo intanto un paio di elenchi dei partecipanti “medi” allo IAB Forum…

Lato espositori:
- area media e concessionarie
- motori di ricerca
- piattaforme varie (tutto il mondo email)
- altre piattaforme varie (web analytics & co)
- altre piattaforme varie (web reputation & co)
- Web Agency “classiche”
- testate giornalistiche di settore
- agenzie di consulenza Web Something (noi di Intarget Group siamo qui dentro)
- varie ed eventuali di settore
- varie ed eventuali che a volte mi chiedo che ci fanno

Lato partecipanti:
- venditori di qualsiasi cosa per cui ogni stand è possibile cliente (e che temo non vendano un cavolo)
- le solite 2 piattaforme di bidding management tedesche
- proprietari di siti vari che cercano db per dem da comprare o da vendere (meritano una cat a parte da quanti sono)
- clienti medi direttamente nella figura dell’imprenditore e/o addetto web interno
- clienti grandi nella figura spesso del (Web) Something Manager dove Something sta per qualsiasi cosa tranne developer
- curiosi, blogger di varie razze e qualche “blogstar” ormai convertita a twitter
- operatori del settore (area consulenza) freelance o di agenzia con un minimo di know how e interesse tecnico per uno o più aree vertical di solito discusse solo nei workshop in cerca di spunti reali (80% dei twit sul tema viene da qui e dalla categoria blogger&co, il restante 20% dalle aziende che accendono twitter dal 10 ottobre al 10 novembre)
- universitari che da grande vogliono fare i (Web) Somenthing Manager e che vedendo questa giostra si fanno un idea sbagliata del mondo
- tutto il resto degli operatori di cui sopra nei vari livelli della catena dal manager all’operatore
- giornalisti generici
- giornalisti di settore
- quelli che vengono solo per ascoltare l’ospitata dell’anno (che va da Anderson a Huffington passando per Fini e Romani)
- quelli che vengono solo per gadget e cibo e non hanno idea di cosa si parli
- i ladri di macbook (li mortacci vostri)
- standiste dalle gambe lunghe e le gonne corte
- addetti all’area food
- l’intera macchina IAB (grazie ragazzi!)

Sicuramente mi sono scordato qualcosa, integrate pure :)

Ora, e non me ne voglia nessuno che mi sono dimenticato, ma mi spiegate come si fa a giudicare “complessivamente” un evento così complesso? Come si fa a dargli un voto e a tirare le somme da un punto di vista “globale”?

E soprattutto nei vari workshop o interventi, a chi dovrebbe parlare l’espositore standard IAB? e con che registro e livello di dettaglio…?

I giornalisti vanno in plenaria a cercare di capire il mood dell’evento, qualcuno (di settore) si arrabbia perché è sempre la solita solfa (“il prossimo è l’anno del mobile” la sento dal 2008 e la dico dal 2010), qualcuno (generalista) si esalta per qualche citazione che può riportare sul prossimo numero, come un fotografo che si accontenta di un paio di scatti belli da un viaggio… (nda: ma nei workshop ci passate mai?)

La plenaria, anche qui ne sento dire tantissime: ad ogni iab passano dallo stand mille esaltati e mille delusi!

Forse qui qualcosa si potrebbe fare, esiste tutta una parte di web che in plenaria non ci finisce mai, e magari dovrebbe.. visto quanto è eterogeneo il mondo che segue il settore differenziare il tipo di intervento andando a ricercare e affrontare tutti quei temi e quelle novità che scuotono realmente il settore (e non parlo di social e mobile) potrebbe essere interessante.

Per dirne una nel 2011 devo ancora spiegare ad un sacco di gente cos’è la Web Analytics. Ed è GRAVE.

Anche nei Workshop son dolori, anche qui mille delusi e mille esaltati.

Il problema anche qui è che i workshop sopratutto sono invasi di operatori del settore, gente che “ci capisce” e che di solito vorrebbe sentire veramente spunti e novità, e si annoia facilmente ad ascoltare quello che invece serve al (WEB) Something Manager dell’azienda XYZ, anche lui presente nei vari vertical affrontati (search, analytics, email, reputation etc..).

La cosa buffa è che il Web Something Manager è quello che indirettamente ti paga lo stipendio quindi in teoria dovresti parlare a lui.. ma l’esperto è quello che ti cazzia su twitter se fai 20 minuti con insight ad un livello un po’ troppo alto. Non facile trovare la via di mezzo e prendere capra e cavoli :)

Personalmente per ogni speech (workshop) che ho fatto in IAB (4 ad oggi) le ho provate un po’ tutte e ho sempre avuto chi si complimentava e chi si lamentava. Spesso sugli stessi temi.

Fidatevi trovare un bilanciamento è dura… l’unica cosa facile, anche se qualcuno non l’ha capita ancora, è evitare di esagerare con il “cavolo se sono bravo”  un po’ ci sta per carità… ma poi basta che altrimenti @Nelli vi cazzia ;)

Chiudo con la mia visione dell’evento, che solo i miei amici tecniconi seguiranno senza andare su Wikipedia: quando alzi il budget e spari kw un po’ fuori target con CPC aggressivi il traffico aumenta subito… il problema è se poi vai a vedere che succede al bounce rate… ed e’ inevitabile! A volte serve però, basta saperlo prima, avvisare il cliente e regolarsi quando fai poi il report ;)

Ci “vediamo” al prossimo IAB, chiunque voi siate :)

Posted by admin in Marketing, Varie, iabforum2011

Iab Forum 2011 : The New Normal

Anche quest’anno è tempo di IAB FORUM!

Riesco a scrivere il mio posto sul treno di andata, a pochi minuti dall’inizio… sempre meglio di niente :)

Il motto di quest’anno è “the new normal“, (Urban Dictionary spiega come viene usato il termine negli states) l’idea che quella che ieri era una niccha è oggi diventata la “nuova normalità”. In realtà a girare per le aziende ti accorgi che di strada da fare ne abbiamo ancora tantissima… anche se almeno l’abbiamo imboccata!

Il web, purtoppo, non è ancora la “nuova normalità”, certo è che non possono più permettersi di ignorarlo totalmente, e che volenti o nolenti i big spender, sopratutto quelli che in TV hanno una presenza costante e importante in termini di budget economici sono costretti a curiosare al di là del muro, per vedere cosa succede da queste parti :)

Nonostante la volontà ci sia, rimane però ancora vero che i budget in quest’area rimangono marginali rispetto agli spending sull’offilne, sopratutto se parliamo di consulenza, e non di budegt pubblicitari.

Per troppi (non per tutti!) “fare digital” vuol dire aprire una fanpage su FB e spendere qualche decina di k in più del solito in budget mediaquanto è lontano dalla verità?

Per me la chiave di tutto è una sola: formazione, formazione, formazione.

Solo passando per persone realmente consapevoli del mezzo (e non intortate senza neanche capire cosa stanno comprando) questo settore può arrivare dove dovrebbe arrivare.

Via, se volete continuare la conversazione mi trovate allo stand di Intarget Group (G1), vi aspetto! :)

Per chi vuole seguire l’evento ricordo che l’hashtag ufficiale è #iabforum

Posted by admin in Marketing, iabforum2011
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