Ora ditemi che non è la più bella…. ;)

Per inciso le immagini sono pubblicate su un nuovo blog dedcato all’isola d’elba…
Trovate tutto qui : Isola d’Elba Blog
E’ strano che in questo posto si parli di queste cose, ma a volte è importante dare più voce possibile a quello che succede nel nostro piccolo microcosmo, per far capire alla gente che vede l’elba una settimana e si lamenta, quello che succede alla nostra piccola isola e al suo patrimonio.
Riporto una sintesi dell’articolo di Senio Bonini che ha scatenato un putiferio in mezza elba.
«I sindaci si mettano bene in testa una cosa: il Parco non è degli elbani, è un bene nazionale e in questo senso va amministrato». E ancora parlando della candidatura di Catalina Schezzini, sindaco di Rio nell’Elba alla presidenza dell’area protetta: «Chiedevano un esponente del territorio alla guida del Parco? Questa è bella… come pretendere un pescatore ai vertici di una riserva marina». Il problema? «Che l’Elba sconta un’arretratezza culturale impressionante». Infine il consiglio che sa tanto di provocazione: «Ai primi cittadini elbani consiglio una seduta psicanalitica».
Che non fosse un politico si sapeva. Che disdegnasse il politichese anche. Del resto, un anno fa, descrisse il cardinal Ruini come il «più pericoloso dei rifiuti tossici, da eliminare con qualsiasi mezzo». Ma, forse, nessuno si aspettava che con tanta fermezza ribattesse punto per punto alle critiche che gli sono piovute addosso non appena si è avuto conferma della sua nomina a presidente del Parco Nazionale dell’Arcipelago Toscano.
In sintesi è quanto dichiarato dal geologo Mario Tozzi, primo ricercatore del Cnr (Consiglio Nazionale delle Ricerche), e conduttore della trasmissione Gaia, nell’ultimo numero del mensile Trentagiorni, da questa settimana in edicola, in una lunga intervista rilasciata a Senio Bonini.
Tozzi parla delle polemiche attorno al suo nome sollevate all’indomani della sua indicazione alla testa del Parco: «Diciamo che non abbiamo iniziamo nel migliore dei modi. A sindaci e associazioni rispondo che a me è stata chiesta la mia disponibilità, non mi sono certo fatto avanti da solo. Chiedevano di essere consultati, una richiesta comprensibile ma devono ancora capire che un Parco nazionale non risponde a logiche locali…», taglia corto. Poi attacca: «Un Parco nazionale risponde a esigenze ambientali di carattere, appunto, nazionale. Non è pensato per far fare soldi ai sindaci o perché vi si possano impelagare i loro parenti, amici o conoscenti. Il Parco non è degli elbani, è dell’Italia e in questo senso va amministrato». L’impressione, secondo Tozzi, è che il Parco non sia ancora del tutto accettato dagli amministratori locali: «Il problema, vede, è che il Parco va bene finché sistema qualcuno, quando invece si cerca di farlo funzionare allora è avvertito con insofferenza. Agli amministratori dico: si scordino un Parco a mezzo servizio. Se no lo dicano apertamente che non lo vogliono e chiederemo al ministro di cancellarlo». E a chi teme che la sua presidenza assumerà i contorni di un “part-time” a causa dei suoi molteplici impegni risponde: «Ho il sospetto che più di un timore si tratti di una speranza. Invece ci sarò e come. Consideri che dal 2007 prenderò l’aspettativa al Cnr». Il ruolo del Parco che verrà? «Protezione dell’ambiente e conservazione». Non pensa quindi a un Parco che si apra all’esterno e che possa finalmente farsi veicolo di promozione turistica? «Mi dispiace ma l’area protetta non ha queste finalità, vedremo… forse in bassa stagione…».
Senio Bonini
L’articolo intero è pubblicato sul mensile Trentagiorni.