Anche quest’anno è tempo di IAB FORUM!
Riesco a scrivere il mio posto sul treno di andata, a pochi minuti dall’inizio… sempre meglio di niente :)
Il motto di quest’anno è “the new normal“, (Urban Dictionary spiega come viene usato il termine negli states) l’idea che quella che ieri era una niccha è oggi diventata la “nuova normalità”. In realtà a girare per le aziende ti accorgi che di strada da fare ne abbiamo ancora tantissima… anche se almeno l’abbiamo imboccata!
Il web, purtoppo, non è ancora la “nuova normalità”, certo è che non possono più permettersi di ignorarlo totalmente, e che volenti o nolenti i big spender, sopratutto quelli che in TV hanno una presenza costante e importante in termini di budget economici sono costretti a curiosare al di là del muro, per vedere cosa succede da queste parti :)
Nonostante la volontà ci sia, rimane però ancora vero che i budget in quest’area rimangono marginali rispetto agli spending sull’offilne, sopratutto se parliamo di consulenza, e non di budegt pubblicitari.
Per troppi (non per tutti!) “fare digital” vuol dire aprire una fanpage su FB e spendere qualche decina di k in più del solito in budget media… quanto è lontano dalla verità?
Per me la chiave di tutto è una sola: formazione, formazione, formazione.
Solo passando per persone realmente consapevoli del mezzo (e non intortate senza neanche capire cosa stanno comprando) questo settore può arrivare dove dovrebbe arrivare.
Via, se volete continuare la conversazione mi trovate allo stand di Intarget Group (G1), vi aspetto! :)
Per chi vuole seguire l’evento ricordo che l’hashtag ufficiale è #iabforum



Da un intervista fatta a Salvatore Ippolito (neo-presidente di Iab) lo stesso ha dichiarato “La crescita degli investimenti pubblicitari online si è confermata intorno al 15%, a toccare quota un miliardo e 200 milioni di euro e Internet abbraccia 26 milioni di utenti al mese, dato in continua crescita da anni e che dovrebbe arrivare a 30 milioni in tempi abbastanza rapida”.
A mio avviso Internet, se si lavora bene, non ti garantisce solo partecipazione e performance positive ma anche la costruzione del marchio.
Probabilmente in Italia siamo arrivati tardi rispetto agli altri stati mondiale (pensare che intorno al 2000 già negli Stati Uniti si parlava di e-commerce e qui andavamo avanti con il passa parola locale).
Ma qualcosa già da tempo si sta muovendo e l’asta delle frequenze 4G che ha raccolto più di quanto ci si aspettava in termini di cifre e successo probabilmente ne è una dimostrazione.
Resta il fatto che stiamo vivendo in Italia una situazione economica molto critica dove ogni forma d’investimento nell’IT viene probabilmente ritenuta secondaria.