Archive for January, 2010

Social Media Metrics

Con l’avvento di nuove strategie di web marketing anche i KPI usati per misurare le attività di promozione online si adattano a quello che effettivamente devono generare.

Se una campagna di keyword advertising le metriche standard sono facilmente identificabili quando si cambia ambito e tipologia di progetto anche le metriche da individuare sono più complesse.

Già da tanto tempo fa sono state identificate una serie di metriche da associare come KPI ai progetti di Social Media Marketing:

  • l’impatto sul sito (visite, pageview, conversioni etc..)
  • distribuzione del contenuto su vari media e SN
  • viralizzazione del contenuto
  • sentiment sull’iniziativa
  • reputazione sull’iniziativa
  • influenza ed engagment negli utenti
  • tempsitiche di propagazione e crollo dei meccanismi virali
  • etc.. etc..

Il problema è quanto ci vuole a metter e in piedi una reportistica di un certo tipo?

Se per un report di web analtyics classico si possono usare piattaforme valide e gratuite e una tipologia di reportistica “standard” quando si va a misurare attività di questo tipo il problema diventa complesso, gli strumenti non sono gratuiti, gli ambiti di analisi sono molteplici, il tempo da dedicare è sicuramente di più, per essere completa rischia addirittura di diventare un attività più impegnativa della campagna stessa.

Dove sta il trucco allora..? In attesa di strumenti gratuiti in grado di fare ricerche (anche in italiano.. sulla distribuzione di un contenuto online, con tanto di analisi di tapo semantico) il trucco sta nel definire sempre nella campagna un obiettivo specifico (qualcuno starà pensando… ma va!), è facile infatti per i contest (ad esempio, sono stato invitato in questi giorni ad un contest della CAT per “disegnare” un paio di CAT attraverso un’applicazione facebook, si misura quante “scarpe” vengono disegnate e almeno una prima approssimazione dell’andamento di campagna c’è) è difficle invece per progetti legati alla generazione di brand awareness.

Di solito noi gestiamo la cosa tramite un analisi numerica molto frequente ma meno approfondita (es, senza sentiment quindi più leggera) sul funzionamento dell’iniziativa, in grado di dare feedback sulla partecipazione con una frequenza molto molto alta; per chiudere poi alla fine con un report generale che oltre alle caratteristiche spiegate precedentemente include attività tipo la misurazione dei volumi di ricerca per brand, la modifica dei comportamenti degli utenti online su certe aree del sito, cercando anche di capire “quanto” dura un eventuale comportamento diverso dell’utente.

Inn questo modo è possibile dare feedback continui sulla campagna a basso costo “orario” e approfondire solo in una fase finale.

Voi invece..? cosa usate… e quanto tempo impiegate a fare un report “serio” di questo tipo..?

SEO : Cartomante del web o Maestro Sith..?

Ck mi diceva sempre che di mesterie facevo il “cartomante del web” ;)

Con oltre 4 mesi di ritardo (iniziate ad intuire perchè questo blog ha 4 post in 9 mesi..?) prendo spunto da una discussione su html.itmaledetti SEO“,  letta qui, che a sua volta riprende un articolo di non so chi non mi interessa.

Il sunto è i consigli seo sono tutti banali, roba che un Webmaster dovrebbe saper fare, quel che conta è l’idea..

Quindi i SEO chi sono..?

Inutile gentaglia che non esisterebbe se i Webmaster sapessero fare il loro lavoro… o Maestri Sith in grado di compiere mirabolanti e losche imprese attraverso l’utilizzo del Lato Oscuro…?

I SEO non dovrebbero fare ottimizzazione del codice, su questo sono d’accordo, e prima o poi succederà… ma questo non fa sparire una figura del genere..

Si fa presto a controllare.. i blog wordpress nascono tutti “seo” oriented, ma ognuno di loro gode di visibilità diversa, ci sarà un perchè no..?

Se anche tutti i siti del mondo fossero “search engine friendly” ci vorrebbe qualcuno che fa emergere dalla giungla un sito piuttosto che un altro basandosi su fattori diversi.. (che è quello che succede sulle SERP più competitive).

Senza pensare che la parte difficile del lavoro è capire “come” e “cosa” cercano gli utenti.. anche quello volete far fare ad i WM?

C’è chi sostiene poi che una killer app può non avere bisogno di seo.. ma è così vero..?

Cosa sarebbe Ebay se non fosse posizionato con su ogni SERP..? e  Ciao.it..?

Ovvio che l’idea serve sopratutto in startup, ma poi serve anche la benzina :D

Facebook stesso che forse più ogni altra cosa basa tutto sul brand fa SEO sui nomi, idem per Twitter.. è folle pensare di fare senza.

Poi il modo di cercare degli utenti è in continua evoluzione, la ricerca è sempre più naturale ed evoluta… quello che oggi facciamo ad un Title un domani dovremmo farlo chissà a che tipo di contenuto…

Di SEO che manterrano questa impostazione, questa curiosità, che sapranno evolvere… ce ne sarà sempre bisogno.

Detto questo.. è un lavoraccio..! menomale oggi faccio l’analista. :)

Voi sarete anche Sith.. ma noi siamo Jedi!

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