Archive for November, 2005
Sognate un ipod nano da 60gb o un portatile senza hard disk…? Per voi forse il futuro è già alle porte…
Recentemente si sono fatti grandissimi passi avanti nello sviluppo dei piccolissimi chip di memoria flash di tipo NAND (che hanno la capacità di non perdere memoria in assenza corrente), Samusng è infatti riuscita a produrre minichip che possono arrivare fino a 16-32gb (ed è solo l’inizio ovviamente!)..
I possibili utilizzi sono svariati, a beneficiare per primo (data la capienza non ancora paragonabile ad un hd) sarà il mercato dei cellulari e dei lettori mp3(nano ha già la versione da 4gb), ma non si escludono un giorno capienze che possano rimpiazzare un disco fisso.
L’arrivo sul mercato è previsto per aprile 2006 e sembra che Apple abbia commissionato una quantità incredibile (si mormora di un operazione da oltre 5 miliardi di dollari!) di queste memorie, si pensa che entro il 2007 tra il 25% e il 40% del mercato delle NAND sarà interamente basato sui prodotti della casa di Cupertino.
I più possibilisti pensano ad un introduzione dei chip come supporto ai dischi fissi sui portatili magari per le operazioni più comuni memorizzandoci il sistema operativo, aumentando sensibilmente velocità e diminuendo i consumi!!
Non ci resta che aspettare.. chi sa se i primi “MacTEL” avranno già questo gingillo “inside” :)
E’ una notizia di 4-5 giorni fa, ma volevo provare il servizio prima di esprimere commenti.
Dobbiamo partire dal fatto che il sw, adesso distributio gratuitamente è un evoluzione di un software (Urchin) prodotto da una società inglobata dal gigante americano qualche mese fa. Per i meno avvezzi la domanda nasce spontanea… ma che fa? Statistiche. Statistiche di ogni tipo dovremmo dire.
La differenza tra Analytics e l’ottimo AWstats(per prenderne uno dei più famosi fino adesso) è, oltre che nell’interfaccia sicurmamente più accattivante(credo un mix di AJAX e FLASH), nella completa integrazione con adwords, le campagne pubblicitarie di google. Il nuovo servizio permette infatti di monitorare in modo accuratissimo i percorsi che le persone che entrano attraverso ADWords fanno sul vostro sito. Introduce infatti la possibilità di settare dei “Goal” (obbiettivi) ad esempio pensiamo ad un portale turistico sull’elba : Un visitatore entra attraverso ADW in una pagina dove si parla di spiagge all’isola d’elba, da li clicca sui link pubblicati sul vostro sito degli hotel, e da li manda una mail per prenotare. Questo percorso ben preciso potrebbe essere settato come un obbiettivo e ogni volta che succede il programma aumenta un contatore. Questo è solo uno dei nuovi modi per monitorare le keywords, ci sono poi tantissime statistiche autogenerate, in modo da far vedere quale keywords rendono di più, e quali meno.
Mi spiego, fino ad adesso potevamo vedere solo le visite che le kw ci procuravano, adesso possiamo vedere se queste visite vanno a buon segno o no, se si effettua una prenotazione etc etc..
Insomma ancora una volta il gigante di Mountain View ha cambiato il nostro modo di percepire il web.. Qualcuno si domanderà come mai un sw che fino ad 1 anno fa costava intorno ai 50€ al mese ora è completamente gratuito… ? Beh.. a mio modo di vedere è solo l’ennesimo passo di un processo già delineato.
La Sony in questi giorni è investita da una fortissima polemica per un meccanismo di protezione installato su alcuni cd musicali.
Su alcuni cd distrubiti da Sony-BGM è infatti installato un “rootkit” ( piccolo programmino invisibile) che nello specifico è in grado di monitorare l’attività di Digital Right Management in relazione ai propri CD.
Alla stregua di un qualsiasi spyware il tutto è nascosto all’utente che ignaro mette il cd originale nel suo pc e si ritrova il pc “infestato”!
E la cosa non finisce qui un importante società che si occupa di sicurezza a livello informatico (F-Secure ) asserisce che c’è anche la possiblità che le caratteristiche del programmino possano essere sfruttate da virus e worm per nascondersi dagli antivirus..
Potrebbe bastare vero..? ma non è così!
E’ freschissima la notizia che nel codice del programma è nascosta una parte del codice di LAME, il noto “encoder” open source.
E qui si cade nel paradosso, infatti essendo LAME distributito con licenza LGPL la sony infrange la licenza di distrubuzione dell’encoder, inserendo codice di LAME nel suo programma senza dirlo, senza riconoscerne i diritti, e senza ridistribuire i sorgenti di quella parte di codice, come la LGPL invece obbliga.
Per i meno ferrati in materia GPL e similari sono licenze di distribuzione alternative al classico “copyright” della serie “tutti i diritti sono riservati”.
Infatti pubblicando un software con licenze GPL-like si cambiano un pò le carte in tavola : i sw sono spesso gratis (non obbligatoriamente), i codici sorgenti del programma sono accessibli a tutti, chiunque può riutilizzarli, anche a scopi commericali, purchè lo dica, ridistrubisca a sua volta il codice, e ne riconosca la paternità al detentore della licenza originaria. Queste ultime righe sono info incomplete e spicciole, per chi vuole informarsi meglio : GPL
Insomma siamo quindi arrivati ad “infrangere” una licenza di distribuzione per proteggerne un altra…
Dopo l’era del paradosso matematico, ecco l’era del paradosso digitale :)
Ricordate la scena del film “Minority Report” quando Tom Cruise è bersagliato da una pubblicità in grado di riconoscere i clienti..?
Questo scenario è già presente da tempo in internet, e ultimamente Google e i suoi AdWords sono diventati quasi infallibili nel proporre pubblicità su misura.. Fatto sta che La big corp. Americana è riuscita a registrare un “patent” (brevetto) sulla pubblicità personalizzata basata sui risultati di una ricerca.
Il percorso sembra essere stato delineato da tempo, con mosse specifiche, basti pensare al mega progetto di fornire copertura wifi grautita e sicura a molte città americane (in primis san francisco) al solo scopo di ricavare un enorme quantità di dati sulla quale sperimentare le più evolute tecniche di Data Mining (recuperare dati “sensibili” e “interessanti” tra migliaia informazioni inutili), pensare a gmail, al googleproxy o alle barre di ricerca.
Chissa dove si andrà a finire!
Queste volta è quasi ufficiale : sembra sia finalmente giunta la Vostra ora…
Stiamo ovviamente parlando di “ladri di bit”…
E’ di poche ore fa la notizia che i 2 colossi americani RIAA e MPAA abbiano sfornato l’ennesima chicca di una guerra ormai infinita… L’obbiettivo è semplice: rendere impossibile e illegale la “digitalizzazione” di un qualsiasi materiale coperto da copyright salvo previa autorizzazione da hollywood in modo da diminuire drasticamente le possibilità di distribuzione… Un bel salto nella preistoria, da una parte si spinge la tv sul pc, dall’altra vogliono obbligarci a tornare all’analogico… chissà se al posto del lettore dvd sul prossimo pc installerò un mangiacassette e un videoregistratore…!
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